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Dopo il dietrofront di Milan-Como, la Serie A apre alle partite all’estero in futuro: parola di Simonelli

Ezio Simonelli, presidente della Lega Calcio Serie A, in conferenza stampa si è espresso sulla possibilità di vedere partite del campionato italiano all’estero dopo il dietrofront di Milan-Como in Australia: “Io ritengo di sì”.
A cura di Vito Lamorte
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Il presidente della Lega Calcio Serie A, Ezio Simonelli, ha parlato in conferenza stampa dopo l’odierna assemblea dei club e ha toccato diversi temi e tra questi c'era anche quello della partite all’estero dopo il ‘teatrino' di Milan-Como in Australia: "Oggi non ne abbiamo parlato. Per quanto riguarda la Supercoppa del prossimo anno, come dicevamo, si tende ad andare verso la gara singola, ma sono tutte decisioni che, come ho già avuto modo di sottolineare, dovranno essere prese dal Consiglio. L’idea di disputare una partita fuori dai confini nazionali nasceva con l’obiettivo di aumentare la visibilità del nostro calcio negli altri continenti e in altri Paesi. Quell’ipotesi è poi tramontata per i motivi che conoscete e non credo sia necessario tornarci sopra: probabilmente, col senno di poi, era una cosa forse un po’ troppo azzardata. Tuttavia, quella era l’offerta economicamente più rilevante che era arrivata, ed è per questo che era stata selezionata. Di conseguenza, la struttura della Lega, sulla base di quella decisione, ha portato avanti tutte le attività legate all’organizzazione della partita".

Lo stesso Simonelli si è soffermato sul tema e alla domanda se in futuro potrà esserci una gara giocata all’estero ha risposto: "Io ritengo di sì. Anche alla luce delle indicazioni che ci sono state fornite, ci saranno modifiche ai regolamenti da parte di FIFA e UEFA, che hanno espresso la volontà di disciplinare questo tipo di iniziative. Una volta chiarito il quadro normativo, valuteremo come adeguarci e come individuare eventuali opportunità commerciali per lo sviluppo del prodotto. D’altronde non credo si possa parlare di scandalo: sappiamo che la NFL disputa partite in Europa, che altri sport portano eventi ufficiali all’estero e che lo stesso Giro d’Italia parte spesso da fuori confine. È quindi comprensibile che anche il calcio possa, in determinate circostanze, guardare oltre i confini nazionali. Capisco naturalmente il punto di vista dei tifosi – io stesso sono un tifoso – e il desiderio di vedere sempre la propria squadra giocare nel proprio stadio. Tuttavia, se il sacrificio riguarda una singola partita su 38, o una su 380 complessive fuori dal territorio italiano, e questo serve a valorizzare il prodotto, da tifoso personalmente non avrei nulla da eccepire".

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Intorno a questo tema si è aperto un enorme dibattito perché Milan-Como, che non si giocherà allo stadio Meazza per la concomitanza con la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026, sembrava destinata all'Australia ma c'è stato un clamoroso dietrofront dopo le iniziali conferme dello stesso Simonelli in occasione della Supercoppa Italiana in Arabia Saudita.

Simonelli torna su Milan-Como in Australia: "Forse era una idea un po’ azzardata"

Sempre sullo stesso tema, ha chiosato: "Abbiamo poi analizzato gli scenari internazionali. Il nostro obiettivo è rendere più appetibile il calcio italiano all’estero, aumentare i ricavi e colmare, nei limiti del possibile, il gap che ci divide non tanto dalla Premier League, che sappiamo oggi essere difficilmente raggiungibile, ma cercare di avvicinarci alla Spagna e rimanere davanti alla Germania, che ci tallona. Abbiamo discusso come fare. Parliamo di cose future, non è che si risolve domani mattina. Il problema di fondo è se e quanto investire per sviluppare il calcio italiano all’estero, perché per ottenere risultati bisogna prima spendere dei soldi per pubblicizzare e rendere più appetibile il prodotto".

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