Del Piero si sfoga: “Pensiamo di essere i più bravi e poi prendiamo 7 gol, basta lamentarsi”

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Del Piero si sfoga prima della notte di Champions sottolineando i limiti del calcio italiano e di chi si lamenta sempre per il fatto che si giochi troppo. Paragoni impietosi.

Come sta il calcio italiano? A giudicare dai risultati delle squadre italiane in Champions, non benissimo. Ne è consapevole Alessandro Del Piero che direttamente dagli studi Sky si è lasciato ad un piccolo sfogo, soffermandosi soprattutto su un aspetto ovvero quello legato alle eccessive lamentele dei nostri allenatori, e non solo sul fatto che si giochi troppo.

Del Piero e il momento del calcio italiano, lo sfogo in diretta

L'ex campione della Juventus e della Nazionale, nonché opinionista per l'emittente satellitare, è impietoso nel mettere a confronto quello che accade da noi e quello che accade all'estero. Eppure anche fuori dai confini italiani, e soprattutto negli altri top campionati d'Europa, si gioca tantissimo considerando anche le coppe internazionali.

Le parole dell'ex Juventus

Un po' a sorpresa Del Piero ha iniziato il suo intervento in questo modo: "Poi il problema nostro è che ci stanchiamo. Siamo sempre noi stanchi, sempre in Italia sempre stanchi. Io ho sentito pochi allenatori fuori lamentarsi delle partite o dire che sono stanchi. Ti attrezzi. Stiamo parlando di squadre: ti devi attrezzare di conseguenza".

La necessità di cambiare atteggiamento in Italia e prendere atto di quello che succede all'estero

Il concetto di "Pinturicchio" è chiaro e fa riferimento al fatto che inevitabilmente le big per competere per tutti gli obiettivi debbano disputare tante partite ogni stagione. Per questo è impensabile in fase di programmazione non prenderne atto: "Oggi è un calcio diverso: hai più giocatori, hai più sostituzioni, hai più soldi da investire nella preparazione fisica, nel recupero, eccetera. Quindi c’è più di tutto".

Per Alessandro Del Piero il tempo delle chiacchiere è finito. Bisogna prendere atto di quello che è il momento attuale e del perché gli altri vadano più forte: "Non basta parlare di queste cose. Serve professionalità nel cercare di migliorare i ragazzi, perché i margini ci sono. E ci sono, perché se gli altri lo fanno e noi pensiamo di essere i più bravi, poi però prendiamo sette gol, come è successo, allora qualcosa non va. Il Barcellona gioca sempre con gli stessi giocatori. Poi uno si fa male, lo mette fuori e ne mettono un altro". Difficile dare torto al campione del mondo, il suo discorso non fa una piega.

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