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Del Piero e gli esperimenti in allenamento alla Juve, Lippi spiazzato: “Mi disse: ‘Cosa stai facendo?’”

Alessandro Del Piero nell’ultimo speciale di Sky racconta il suo lavoro particolare sui calci di punizione ai tempi della Juventus. Persino Marcello Lippi rimase perplesso.
A cura di Marco Beltrami
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Alessandro Del Piero non si è mai accontentato, e questa ambizione di crescere costantemente gli ha permesso di scrivere pagine importanti della storia del calcio e della Juventus. L’ex attaccante, per esempio, ha voluto sperimentare nuove soluzioni balistiche sui calci piazzati, uno dei fondamentali in cui eccelleva. Tutto lasciando spiazzato anche il suo condottiero dell'epoca.

Lo ha raccontato in modo simpatico in "1996, l’anno di Del Piero", format di Sky, svelando anche dei botta e risposta in allenamento con l’ex allenatore Marcello Lippi.

Del Piero e l'intervista di Lippi sui calci di punizione

Nella seconda puntata del contenuto, che andrà in onda il 12 gennaio, Alessandro Del Piero racconta la sua abilità sui calci di punizione. Tutto parte da un video del suo ex tecnico che racconta il confronto sul campo. Dopo aver visto più volte il suo numero 10 alle prese con un lavoro specifico a fine allenamento, Lippi gli chiese lumi: "Ogni tanto lo sorprendo sul campo a provare a calciare con una posizione diversa del piede. Mi dice: ‘Secondo me c’è una posizione diversa da quelle che conosciamo per calciare, vorrei provare…’. Stupito ma fino a un certo punto il mister: "Una continua evoluzione, c’è fantasia e creatività".

Le soluzioni in allenamento di Del Piero in allenamento

Quando Del Piero ha rivisto l’intervista di Marcello Lippi, gli è scappato un sorriso divertito: "Questo episodio me lo ricordo come fosse ieri: quando cercavo, sì, nelle punizioni qualcosa di diverso. E il mister mi ha visto dopo diversi tentativi… perché non riuscivi a calciare punizioni ogni giorno: con le tre partite era complicato. Per cui, quando c’erano gli spazi giusti, mi fermavo dopo l’allenamento a tirare, a calciare".

La perplessità di Marcello Lippi di fronte ad Alessandro Del Piero sul nuovo modo di battere le punizioni

Pinturicchio provò a spiegare al suo allenatore cosa cercava nel dettaglio in un confronto in campo, anche se la perplessità del suo interlocutore fu totale: "Allora ho cercato di spiegare quello che io avevo maturato all’epoca, no? Vedendo una certa situazione per riuscire a far sì che il pallone salisse e scendesse (fa il gesto, ndr). ‘È bello quando fa così, no, mister? Però io voglio cercare di farlo. Hai presente, no, quando hai quelle punizioni che ogni tanto vedi nei campionati brasiliani, che sono in due, uno la alza e ovviamente, calciando al volo, c’è la facilità di fare questo movimento, no? Voglio ricrearlo da fermo'. E lui mi ha guardato come per dire: ‘Ma che c…o, ma che stai dicendo?’".

Alla fine però ha avuto ragione lui, perché i risultati si sono visti eccome, con la traiettoria sognata da Del Piero che si è concretizzata: "Allora cominci piano piano, metti un po’ più d’erba, metti un po’ più alto… E succedeva anche in partita così. Ovviamente succedeva che la tiravo anche fuori, no? Alto, alto. Ma poi sono iniziate ad entrare… A Bologna, la prima, dove la palla ha fatto un effetto strano, compresa questa cosa qua (fa il gesto del movimento, ndr). Ed è questo un po’ il succo. Cioè, la ricerca continua di qualcosa di nuovo, di diverso. È come avere delle armi in più da poter usare".

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