Non ci è andato giù leggero Pep Guardiola nel criticare UEFA e FIFA per un calendario internazionale così stracolmo di partite da "uccidere i calciatori".

Parole pesanti, che sottolineano come gli impegni cui sono chiamati i giocatori tra competizioni domestiche e match di coppe e Nazionali possano davvero avere conseguenze devastanti, non solo in termini di rendimento in campo di atleti sfiniti, ma anche di possibili infortuni sempre dietro l'angolo. I calciatori sono sempre più portati al loro limite, con tutti i rischi del caso.

I calendari già compressi – una riforma è invocata da tempo sia dai club che dai sindacati dei giocatori – sono stati ulteriormente ingolfati dalla stagione in corso sotto pandemia, che impone di recuperare in spot super schiacciati eventuali match rinviati. Una situazione insostenibile a dire di Guardiola: "I calciatori sono esseri umani, non macchine, hanno bisogno di riposo".

Ad onor del vero, il calcio inglese ci mette del suo, con tre competizioni casalinghe lunghe e zeppe di gare ravvicinate, ma è chiaro che il discorso del tecnico del Manchester City ha più di una ragione di esistere e raccoglie consensi, anche lontano dalla Premier League.

È di oggi infatti l'endorsement di Aurelio De Laurentiis nei confronti dell'allenatore catalano, con un paio di tweet eloquenti da parte del presidente del Napoli.

"Concordo completamente con quanto affermato da Pep Guardiola. Non si possono non tenere nella giusta considerazione i campionati nazionali e i relativi tifosi. Pep Guardiola infatti dice: ‘Troppe gare, Uefa e Fifa stanno uccidendo i calciatori'. È quanto sostengo anche io da quando ho iniziato a interessarmi di calcio! Finalmente una persona intelligente e responsabile. Grazie Guardiola #ADL".

Ed in effetti analoghi toni sulla questione sono stati usati in passato anche da De Laurentiis, mai tenero in generale con i massimi organismi calcistici. Adesso l'asse con Guardiola: sarà la base per un movimento trasversale per andare in pressing su UEFA e FIFA?