La Roma passa da James Pallotta a Dan Friedkin. La nuova era è iniziata nella notte americana, quando il neo proprietario ha firmato il contratto preliminare per l'acquisizione del club: 591 milioni di euro è la cifra investita – compresi i debiti della società – per formalizzare un'operazione che ha subito una brusca frenata (a causa della pandemia da coronavirus e delle ricadute economiche a livello internazionale) ma ha superato anche l'ultimo intoppo: il tentativo da parte del "vecchio" presidente di fare leva sul presunto interesse di finanziatori dal Golfo Persico che nulla c'entravano con le autorità del Kuwait. Pallotta e ai soci – che hanno caldeggiato la trattativa puntando tutto sulla necessità di mettere in atto l'aumento di capitale oppure vendere al migliore offerente – incasseranno una somma di circa 177 milioni, cedendo l'88% del pacchetto azionario.

Come sarà la nuova struttura societaria della Roma

Servirà un mese o poco più per formalizzare ufficialmente la consegna del testimone ma il futuro è già ripartito. Come sarà strutturata la neo-società? Il nuovo Consiglio di Amministrazione dovrebbe essere varato a ottobre, nel frattempo toccherà al Ceo attuale, Guido Fienga, gestire la fase di transizione. Un mese e mezzo per mettere a posto tutte le tessere del mosaico, a cominciare da Franco Baldini, finora regista delle scelte di mercato dei giallorossi e uomo di fiducia della proprietà americana in questi 8/9 anni di gestione Pallotta.

Resterà, e con quale ruolo, oppure andrà via? Tornerà il ds Petrachi oppure si ricomincerà da Nicolas Burdisso (altra voce insistente)? Si rivedrà Francesco Totti? Ci sarà spazio per Daniele De Rossi al timone della Primavera? Presto per dirlo adesso, tant'è che hanno preso piede anche le indiscrezioni di un possibile rientro nella Capitale di Sandro Sabatini o Fabio Capello. Una certezza c'è: come accaduto per l'Inter di Zhang, anche Friedkin potrà contrare sul figlio (Ryan) come braccio destro.

Cosa accadrà alla squadra: Zaniolo e Pellegrini blindati

Non verranno fatte follie sul mercato. Impossibile pensare che la nuova proprietà metta a budget anche una somma ingente per avviare da subito una campagna di rafforzamento ma la prima azione concreta sarà blindare i talenti molto ambiti come Pellegrini e Zaniolo (finiti sotto i riflettori della Juventus). Un gesto importante dopo la grande amarezza per aver perso Smalling che il Manchester United ha rivoluto perché rimasta inevasa la richiesta di 20 milioni più 5 di bonus. Sono loro uno dei pochi punti fermi per il futuro che, almeno nell'immediato, sarà scandito dalla necessità di cedere quei calciatori che non rientrato nel progetto, abbassare il monte ingaggi e capire come gestire la situazione dei prestiti. Una decina i nomi in ballo da Schick a Florenzi oltre a Pastore, Olsen, Karsdorp, Juan Jesus, Fazio, Perotti, Ünder e Kluivert.