La positività al Covid-19 di Cristiano Ronaldo ha creato un certo clamore sia in Portogallo che in Italia. La notizia della positività del fuoriclasse della Juventus, emersa al tampone numero sei effettuato nei sette giorni precedenti, ha portato CR7 a diventare il terzo giocatore della nazionale lusitana contagiato dopo Lopes e Fonte dei giorni scorsi.

Ora il calciatore della Vecchia Signora è obbligato a restare in isolamento fino alla negatività del prossimo tampone e rimarrà presso l'hotel del settore giovanile nel centro federale portoghese di Lisbona almeno nell'immediato: in Portogallo la quarantena è di 14 giorni, quattro in più rispetto all'attuale tempistica italiana modificata dal nuovo dpcm.

Al momento il giocatore della Juventus non ha accusato nessun tipo di sintomo legato al Sars-Cov e si è messo subito in isolamento a Lisbona, dove si trovava coi compagni della Seleção, dopo aver appreso la notizia della positività. In attesa del prossimo tampone, la cui data è ancora incerta, Cristiano Ronaldo resterà in patria e non farà ritorno a Torino, come si pensava inizialmente. Si tratta del primo calciatore bianconero a risultare positivo al tampone nella nuova stagione: in quella terminata ad agosto la Vecchia Signora aveva messo a referto le positività di Daniele Rugani, Blaise Matuidi e Paulo Dybala nel mese marzo.

Juve, quando può tornare in campo Cristiano Ronaldo

La Juventus dovrà fare a meno del suo calciatore più forte sicuramente a Crotone e per l’esordio in Champions League a Kiev contro la Dinamo. Resta in dubbio anche il big match contro il Barcellona del rivale storico Leo Messi del prossimo 28 ottobre: per l’UEFA è un giocatore deve risultare negativizzato al virus con una settimana di anticipo rispetto alla gara per permettergli di scendere in campo.