Cristiano Ronaldo ha rispettato il protocollo? Il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, ha sollevato dubbi sull'atteggiamento del calciatore e della Juventus relativamente alla gestione della quarantena. Ad alimentare perplessità è stato anzitutto il viaggio di andata, dall'Italia al Portogallo, per raggiungere la nazionale quando tutta la squadra era in isolamento fiduciario per la positività di due dirigenti. CR7 (e come lui altri giocatori, compreso Buffon che volle invece rientrare a casa) interruppero il periodo di isolamento presso la struttura del club (J Hotel) per rispondere alla chiamata delle rispettive selezioni.

Dopo Juve-Napoli (non giocata) lasciarono il Paese ‘rompendo la bolla' che – come stabilito dalle prescrizioni licenziate dal Comitato Tecnico Scientifico del Governo e dalla Federcalcio – è prevista quando all'interno del gruppo squadra si verificano criticità o casi di contagio. Il confronto con la dirigenza fu anche abbastanza deciso: Ronaldo non aveva alcuna intenzione di tardare la partenza né rinunciare alla convocazione. Ma non fu l'unico a trovarsi in quella condizione e a reagire in quel modo. Per quell'atto tutti – compreso la stessa lusitana – vennero segnalati alla Procura della Repubblica per aver violato una direttiva dell'Asl.

Se qualcuno dice che non ho rispettato le leggi italiane, afferma bugie – ha ammesso Ronaldo -. Ho fatto tutto per bene, d’accordo con la Juventus e la nazionale portoghese. C’è un signore in Italia che dice che non ho rispettato il protocollo: è una bugia, ho sempre rispettato le regole, le sto rispettando e le rispetterò. Ciao a tutti quelli che sono in Italia, sto bene e torno presto.

Quanto al rientro a Torino dal Portogallo, avvenuto grazie a un a volo sanitario e a un cordone di protezione che ha permesso all'ex Real di viaggiare da positivo, il discorso è differente: sarebbe avvenuto con le autorizzazioni previste dalla legge. Cosa c'è di strano? La palese differenza di trattamento anche tra pari: Skriniar dell'Inter, per esempio, è ancora bloccato in Slovacchia dove sta svolgendo la quarantena. Perché tornare subito in Italia? Restare in Portogallo avrebbe ristretto la possibilità da parte del campione di essere presente per la gara di Champions col Barcellona di fine ottobre. Attraverso una diretta su Instagram il cinque volte Pallone d'Oro è intervenuto per difendersi.

Alle parole di Cristiano Ronaldo ha fatto seguito l'intervento del ministro, Spadafora, che ha chiuso la questione senza procedere oltre nella polemica ma confermando la propria posizione fondata su situazioni oggettive.

Non ho intenzione di proseguire all’infinito su questo tema. Confermo quanto detto ieri relativamente all’abbandono dell’hotel di alcuni giocatori della Juventus, basandomi tra l’altro sulle comunicazioni della società alla ASL di Torino. Non interverrò più sul tema e rinnovo gli auguri di pronta guarigione a tutti i positivi.