Cristian Brocchi: “Corvino mi disse: ‘Non ti faccio fare la pensione a Firenze’. Mi alzai e me ne andai”

Estate del 2006: Cristian Brocchi ha 30 anni e mezzo, ma si sente ancora al top della carriera, come dimostreranno i due successivi anni al Milan, dove tornerà dopo un anno di prestito alla Fiorentina. Un campionato strepitoso il suo in viola con Prandelli, al punto che è Silvio Berlusconi a spingere per il suo rientro nel club rossonero. Ma il centrocampista non vuole ‘tradire' Firenze, eppure l'allora DS Pantaleo Corvino lo gela in un colloquio faccia a faccia che Brocchi non può dimenticare.
Cristian riavvolge il nastro dei ricordi di una ventina d'anni (oggi ne ha 50 precisi, compiuti il 30 gennaio): "Quell'anno alla Fiorentina vinco la classifica di rendimento come miglior centrocampista della Serie A con Prandelli. C'ero andato perché l'anno prima era stato l'anno peggiore al Milan, nel senso del minutaggio, come partite giocate. Avevo giocato pochissimo quell'anno lì, ho fatto tipo una quindicina di partite, veramente poco. Quindi ho detto: ‘Devo andare via'. Mi chiama Prandelli e io non potevo dire di no, perché Prandelli per me è stato l'allenatore più importante che ho avuto (al Verona, dal 1998 al 2000, ndr) e e quindi vado alla Fiorentina e faccio quest'annata strepitosa".

Il confronto tra Brocchi e Corvino dopo la grande stagione alla Fiorentina: "Mi fece malissimo"
"Poi a fine anno io sarei rimasto a Firenze – continua Brocchi, ospite del podcast ‘Centrocampo' – Ma Berlusconi invece voleva che tornassi al Milan. In quel momento Corvino mi disse una frase che mi lasciò malissimo. La Fiorentina mi avrebbe riscattato perché avevo fatto una stagione importante, il Milan mi voleva riportare a casa e mi offriva tre anni di contratto al doppio delle cifre che io prendevo a Firenze. A Firenze avevo due anni di contratto in caso di permanenza. Quindi vado da Corvino e gli dico: ‘Direttore, io non chiedo più soldi, non voglio fare il gioco che siccome mi vuole il Milan mi deve dare più soldi. Perché questa piazza mi ha dato tanto, sto bene. Le chiedo solo almeno di pareggiarmi gli anni di contratto, al posto di due me ne aggiunga uno. Alle stesse cifre, non mi interessa, però mi faccia tre anni di contratto, così so che sto a Firenze, mi compro casa a Firenze'".
Ma la replica di Corvino lo gela: "Lui mi risponde: ‘Non ti faccio fare la pensione a Firenze'. Io avevo 30 anni, ma che pensione a 30 anni, andavo a duemila all'ora ancora. Allora gli ho detto ‘Ok', mi sono alzato, gli ho dato la mano e sono andato via. Sono tornato al Milan e vinciamo la Champions. Quello era l'anno del Mondiale, Lippi mi chiamò e mi disse: ‘Cristian, io il gruppo l'ho già fatto, ma stai facendo talmente bene che io la telefonata te la devo fare. Io non posso lasciare fuori uno che mi porto dall'anno scorso per portare te, anche se lo meriteresti. Se dovesse succedere qualcosa, sei il primo che chiamo'. Poi giustamente sono andati quelli che avevano iniziato il percorso con Lippi l'anno prima. Sono tornato al Milan e ho giocato tantissimo. Quei due anni sono stati quelli dove ho giocato di più in assoluto".