Sotterrare l'ascia di guerra e andare avanti fino al termine della stagione per il bene della Roma oppure restare sull'Aventino e buttare al vento la seconda parte di campionato. Dopo lo stop all'operazione tra Inter e giallorossi per lo scambio DzekoSanchez, il bosniaco non ha alternative: accettare di fare la pace con il tecnico, Fonseca, è l'unica strada che a disposizione per non trascorrere i prossimi mesi da separato in casa, confinato in tribuna e trattato come una sorta di convitato di pietra.

Il punto è un altro: ci sono davvero i margini per rimettere insieme i cocci di un rapporto logoratosi già nell'estate scorsa? Allora, in occasione della ‘rotta' in Europa League contro il Siviglia, l'ex Manchester City mosse critiche nei confronti del tecnico portoghese e da quale momento la situazione è precipitata. "Non ho preteso le scuse da lui, ma la Roma non dipende da un solo calciatore e per me i principi morali hanno un valore maggiore", le parole dell'allenatore che ha lasciato intendere come non intenda fare concessioni all'uomo e all'atleta. Forte dei risultati del campo e delle soluzioni in rosa (Borja Mayoral) tirerà dritto per la propria strada.

Cosa farà Dzeko è anche questione oggetto della mediazione diplomatica di una società che si ritrova in rosa (e a bilancio) con un calciatore dallo stipendio molto alto (7.5 milioni netti fino al 2022) e senza le agevolazioni fiscali del decreto crescita. La sua immagine allo stadio Olimpico, accomodato in tribuna, sorridente mentre stringe la mano a Reynolds (neo acquisto dei giallorossi) sono la fotografia esatta della situazione attuale: deve cercare il modo di sanare il suo rapporto con l'ambiente (dallo staff tecnico alla società), diversamente si ‘rassegnerà' a percepire un ingaggio ricco senza colpo ferire. L'Inter? Le affermazioni dell'ad Marotta sono state molto chiare al riguardo: "Al di là di un incontro tra i direttori, non si è mai entrati nel vivo della trattativa".