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Cosa farà davvero Ibrahimovic al Milan e chi avrà l’ultima parola in caso di esonero di Pioli

Il ruolo preciso di Zlatan Ibrahimovic al Milan. Sarà una figura centrale anche su determinate decisioni importanti del club: come ad esempio l’eventuale esonero di Pioli.
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A cura di Fabrizio Rinelli
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Zlatan Ibrahimovic torna ufficialmente al Milan come Partner Operativo di RedBird e soprattutto nel ruolo di "Senior Advisor della Proprietà e del Senior Management di AC Milan". Cosa significa? Che avrà un ruolo attivo non solo a supportare il management del Milan ma anche di risolvere eventuali crisi e favorire cambiamenti e sviluppi societari. "Avrà un ruolo attivo nelle operazioni sportive e commerciali del Club e contribuirà a rafforzarne la cultura vincente. Il suo mandato includerà lo sviluppo dei giocatori e la formazione per alte prestazioni".

Il comunicato del Milan è chiaro e mette in evidenza proprio questo ruolo specifico dell'ex giocatore rossonero che contemporaneamente collaborerà con il team di investimento globale del fondo americano. Un ruolo sportivo nel Milan che dunque lo vede come figura principale anche nei processi decisionali. Paradossalmente, avrà l'ultima parola anche nell'eventuale discussione sull'esonero di Pioli. Il suo giudizio avrà anche più peso di quello dell'Amministratore Delegato del club Giorgio Furlani. Insomma, una figura di spicco proprio come voleva Ibra.

Ibrahimovic da calciatore a colloquio con Pioli.
Ibrahimovic da calciatore a colloquio con Pioli.

Non uno dei tanti ex giocatori da far entrare nel club una volta appese le scarpette al chiodo con un ruolo non proprio definito. Come accaduto con Francesco Totti alla Roma subito dopo il suo addio al calcio per intenderci. Lo svedese sarà infatti una figura centrale nel Milan, di riferimento, che dovrà dire la sua sulle sorti di un allenatore o sulla scelta di un giocatore rispetto a un altro senza interferire nettamente su cifre e costi di una determinata operazione di mercato.

Se non fosse stato così di certo non sarebbe mai tornato. Dopo l'addio di Paolo Maldini probabilmente anche Cardinale e lo stesso Furlani avevano capire che c'era bisogno di una figura che sapesse consigliare le scelte sportive più corrette. Ibra però dovrà anche stare a contatto con la squadra poiché può chiaramente comprendere più di tutti gli eventuali problemi che potrebbero crearsi.

"Ibra lavorerà in stretto coordinamento con la Proprietà e con il Senior Management di AC Milan, svolgendo un ruolo attivo nelle operazioni sportive e commerciali del Club e contribuirà a rafforzarne la cultura vincente". Il comunicato parla chiaro e mette ulteriormente in evidenza come la scelta dello svedese sia stata a dir poco strategica per poter affidare a un solo figura del suo calibro importanti decisioni per il presente e il futuro del Milan.

Giorgio Furlani, colpevole di aver messo tutto il potere in mano all’allenatore da tempo potrebbe essere proprio per questo motivo al termine della sua esperienza in rossonero. Ma probabilmente non sarà l’unico cambiamento anche perché se Pioli dovesse essere esonerato proprio Ibra potrebbe dare mandato all'amico Ignazio Abate, oggi allenatore della Primavera rossonera, di prendere il suo posto. "Per me e la mia famiglia, questo è davvero un ritorno a casa, nel caro Club dove ho concluso la mia carriera da giocatore e ora sto iniziando il mio prossimo capitolo" conclude Ibra iniziando così la sua seconda vita dopo le magie e i gol sul rettangolo verde.

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