Cosa è andato storto tra Cavani e Ibrahimovic, due galli nel pollaio al PSG

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Il difficile rapporto al Paris Saint Germain tra Zlatan Ibrahimovic e Edinson Cavani ha caratterizzato il triennio francese 2013-2016. Una coppia gol straordinaria, un potenziale irresistibile ma anche tante tensioni e insofferenza. “Non ho problemi con Ibra” disse una volta il Matador, poi realizzò la sua stagione migliore quando Zlatan passò al Manchester.

Quando il destino si diverte, gli incroci sono sempre dietro l'angolo e anche il mondo del calcio ciclicamente si ritrova a vivere sfide che hanno in loro una serie quasi infinita di intrecci e che coinvolgono in primo piano anche i campioni che scendono in campo. A volte come compagni di squadra, altre da avversari. E, comunque, non sempre per forza amici. Così cime è la storia sportiva di Zlatan Ibrahimovic e Edinson Cavani, che si ritrovano di fronte nella fase finale di Europa League 2020/2021 e che in passato hanno vissuto una convivenza complicata a Parigi, in Ligue 1.

Tutto è iniziato nel 2013 quando el Matador lasciò Napoli per trasferirsi nella capitale francese al PSG dove da un anno giocava Ibrahimovic. Un rapporto complicato tra i due attaccanti, tra personalità forti, voglia di protagonismo e spazi limitati per potersi esprimere dentro il campo. Zlatan ed Edison resteranno compagni fino al 2016 anno in cui Ibra lascerà i francesi per trasferirsi al Manchester United di Mourinho. Tre stagioni di scintille, gol, e un amore mai sbocciato.

Il (finto) rispetto reciproco

"Ho grande rispetto per Ibrahimovic, come non poterne avere? C'è rispetto reciproco e da lui posso solamente imparare" aveva detto Cavani incontrando all'inizio lo svedese nell'avventura parigina. Davanti alle prime frizioni all'interno di uno spogliatoio generoso di vittorie e trofei in patria ma avaro da sempre nei successi di caratura internazionale, nel corso del tempo, il rapporto diventò prima difficile, poi sempre più aspro.  Erano i tempi in cui in panchina era seduto Blanc, tecnico che ebbe più di un problema a far coesistere i due senza rischiare il confronto diretto.

"E' la stampa a creare il grande circo mediatico delle polemiche, io non ho problemi con Zlatan" sottolineò nell'inverno del 2015 il Matador provando a smentire le sempre più insistenti voci di una fratturas tra lui e Zlatan. Frasi di circostanza? Molto probabilmente sì, perché nel 2016 quando Zlatan sposò la causa di Mourinho in Premier fu lo stesso Matador a cavarsi qualche sassolino dalle scarpe: "Io non sono l'erede di Ibra, io sono Edinson Cavani. Ho parlato con la società, ho avuto rassicurazioni e sarò io la prima punta" dirà l'ex Napoli nel 2016 anno di addio di Ibra al PSG.

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La miglior stagione di Cavani, senza Ibra

"Non è stato facile coesistere con lui, ho avuto problemi di natura tattica e tecnica. Ho sempre giocato in un ruolo non mio, sono io ad essermi dovuto adattare…". Parole che si trasformarono in autentica verità. Anche se la coppia Ibra-Cavani rappresentava ai più un duo straordinario sotto porta, non sarà un caso che proprio nella stagione 2016-2017 il Matador otterrà la sua miglior annata con la maglia del PSG: 49 reti segnate in 50 partite ufficiali.

L'insofferenza di Ibra nascosta dai gol

E Ibrahimovic? Zlatan direttamente non ha mai confermato l'attrito con Cavani anche se di fonte alle tante voci durante il suo soggiorno a Parigi mai ha smentito. Dopotutto, era lui la prima scelta di Blanc, era lui l'attaccante titolare (113 gol in 122 partite) e questo bastava al suo ego. Eppure, anche nello svedese qualcosa si è celato sotto la cenere e un  aneddoto dei tempi difficili al PSG era stato riportato dall'ex compagno dello svedese nei Los Angeles Lakers, Ciani: "Ibra mi confessò che in carriera non ha sopportato 3-4 giocatori, con gli altri ha avuto sempre buoni rapporti. E uno di questo era Cavani". 

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