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16 Dicembre 2021 12:16

Con la Salernitana esclusa dalla Serie A cambiano classifica e retrocessioni: campionato stravolto

I trustee, a cui è affidata la cessione della Salernitana, e i club di Serie A chiedono una proroga alla Figc, che ha fissato il termine al 31 dicembre. In caso di esclusione dal campionato cambierebbe la classifica.
A cura di Benedetto Giardina

Pugno duro o tarallucci e vino? L’interrogativo nasce spontaneo, dinanzi alla questione Salernitana. Che nessuno si stupisca, però: da anni il club campano è controllato in deroga da Claudio Lotito e la promozione in Serie A avrebbe dovuto porre fine alla multiproprietà con la Lazio. Invece la Figc ha deciso di prendere tempo, ha autorizzato la costituzione di due trust finalizzati alla vendita delle quote e ha stabilito come termine ultimo il 31 dicembre 2021, nel bel mezzo della stagione sportiva. Che si arrivasse a questo punto era quantomeno da tenere in considerazione. Entro il 15 dicembre, i due trust (Melior e Widar) avrebbero dovuto ricevere una proposta d'acquisto del 100% del pacchetto azionario. Adesso, invece, chiedono alla Federcalcio di «valutare un differimento del termine delle operazioni di vendita», perché offerte congrue non ne sono arrivate. Gli scenari possibili sono due: una proroga o l'esclusione della Salernitana dal campionato. Un caso estremo che anche gli altri club del campionato vorrebbero evitare. L'ultima assemblea in Lega ha prodotto un voto unanime: la Serie A chiederà nel prossimo consiglio federale (in programma il 21 dicembre) un'ulteriore deroga rispetto alle scadenze previste, così da consentire all'attuale gestione di portare a termine la stagione.

La Salernitana rischia l'esclusione dalla Serie A

Norme e comunicati alla mano, la radiazione della Salernitana sarebbe l'unica via percorribile in caso di mancata cessione. Non essendo ammissibile la presenza di due società controllate dallo stesso soggetto, la Figc si ritroverebbe così nella posizione di escludere il club. Perché solo la Salernitana e non la Lazio? Perché nella comunicazione del Consiglio Federale del 17 maggio scorso è fatta «espressa avvertenza che, nel caso del perdurare di tale situazione, la U.S. Salernitana 1919 S.r.l. non potrà essere ammessa alla partecipazione al campionato di Serie A stagione sportiva 2021/2022». Solo i campani, dunque, come d'altronde ribadito dal presidente federale Gravina all'atto dell'approvazione del trust: «Accettate le richieste per rendere indipendente il trust, adesso entro sei mesi la Salernitana dovrà cambiare proprietà, altrimenti è fuori dalla Serie A».

Quei sei mesi genericamente citati da Gravina a luglio corrispondono in realtà ad una scadenza ben precisa: il 31 dicembre 2021 la Salernitana deve cambiare proprietà. E i due trust avevano fissato al 15 dicembre una deadline «irrevocabile e senza alcuna condizione», proprio per poter fare tutte le valutazioni del caso in vista del termine ultimo indicato dalla Figc. Offerte, però, non ne sono arrivate. Almeno, non tali da soddisfare le garanzie richieste dai trustee, che a questo punto sono attesi negli uffici della Federcalcio per fornire delucidazioni al presidente Gravina. Dopo mesi senza sviluppi e dopo lo sfogo di Colantuono al termine della sfida di Coppa Italia persa col Genoa, per la Salernitana si avvicina sempre più il baratro della radiazione. Lo prevede l'articolo 16 bis delle Noif, secondo cui «non sono ammesse partecipazioni, gestioni o situazioni di controllo, in via diretta o indiretta, in più società del settore professionistico da parte del medesimo soggetto, del suo coniuge o del suo parente ed affine entro il quarto grado», pena «la decadenza della affiliazione della società». ​A meno che non arrivi un'ulteriore scialuppa di salvataggio in soccorso.

Quale proroga può salvare la Salernitana?

Gli accordi iniziali, infatti, prevedono una proroga di 45 giorni per cedere il club. Ciò significa che la Salernitana potrebbe essere ceduta a metà febbraio, senza incappare in sanzioni senza precedenti per la massima serie. Serve però una condizione: la sottoscrizione di un atto di cessione con deposito di una caparra. Ovvero: quello che oggi, a due settimane dal dentro o fuori, manca. Se i trustee dovessero riuscire a trovare un'intesa con un possibile acquirente entro il 31 dicembre, mettendo nero su bianco almeno un contratto preliminare, allora la Salernitana potrebbe continuare a giocare in Serie A e inseguire una salvezza non impossibile (solo 4 punti la separano dallo Spezia), ma che in queste condizioni appare l'ultimo dei problemi per un club alle prese da anni con i risvolti della multiproprietà

L'ipotesi di un prolungamento dei tempi, però, la dice lunga su come sia stata trattata la questione Salernitana. Il primo termine, fissato al 30 settembre, non ha prodotto offerte «ritenute valide, congrue e vincolanti per il trust». Al 15 novembre, altra scadenza fissata per le manifestazioni di interesse, le offerte ricevute non sono state accettate poiché «mancanti della documentazione necessaria alla verifica dei requisiti di indipendenza imposti nell’atto di trust, oppure mancanti della documentazione utile alla dimostrazione della capacità di impegnare il soggetto che rilascia la dichiarazione di indipendenza, oppure subordinate a condizioni e prestazioni collegate ad elementi incerti e futuri inconciliabili con il divieto di ultrattività del trust imposto dall'atto». Altri soggetti, dopo aver chiesto più tempo, hanno ottenuto la proroga fino al 5 dicembre, con un ulteriore nulla di fatto. Si è arrivati così alla data «irrevocabile» del 15 dicembre e la Salernitana è ancora di Lotito, a due settimane dal possibile baratro.

I trustee e la Serie A chiedono più tempo per la cessione della Salernitana

Adesso, senza alcuna offerta ritenuta soddisfacente, i trustee chiedono alla Figc di prolungare ulteriormente i tempi per le operazioni. «Ad oggi – si legge nel comunicato – alcuna delle offerte ricevute per l’acquisto della U.S. Salernitana 2021 è accettabile ai sensi dell’atto “Trust Salernitana 2021”, poiché carente dei requisiti e/o delle condizioni imposte dall’atto stesso (es: forma dell’offerta; congruità del prezzo; documentazione idonea a verificare l’indipendenza dell’offerente; presenza delle garanzie di solvibilità dell’offerente etc.) o perché, come in ultimo, il soggetto offerente non ha dimostrato la sussistenza dei requisiti economici, patrimoniali e finanziari congrui per perfezionare l’operazione». In teoria, stando così le cose, al 31 dicembre la Salernitana andrebbe esclusa dal campionato. «I Trustee – prosegue la nota – hanno informato i Disponenti e la F.I.G.C dell’attuale stato della progettata cessione, rappresentando le criticità conseguenti all’eventuale fallimento delle operazioni di vendita entro il 31 dicembre 2021, e dunque, invitando gli stessi a valutare un differimento del termine delle operazioni di vendita, con l’obbiettivo di permettere alla U.S. Salernitana 1919 S.r.l. la conclusione del campionato in corso, al contempo assicurandone l’indipendenza con i Disponenti medesimi ed i soggetti ad essi correlati». Una strategia sposata anche dalla Lega Serie A, compatta nel tentativo di evitare lo scenario peggiore possibile: l'esclusione immediata della Salernitana dal campionato di Serie A.

Cosa può succedere in Serie A in caso di esclusione della Salernitana

Mentre Salerno vive con ansia questi ultimi giorni del 2021, aspettando di capire cosa ne sarà della Salernitana, ci si interroga su cosa possa accadere in classifica qualora non dovesse concretizzarsi una cessione del club campano. Se la Figc dovesse mantenere i propri propositi, ovvero procedere con l'esclusione della Salernitana dalla Serie A, tutte le gare disputate dai granata nel corso del campionato di competenza «non hanno valore per la classifica, che viene formata senza tenere conto dei risultati delle gare della società rinunciataria od esclusa», secondo l'articolo 53 delle Noif. Non esiste più alcuna distinzione tra esclusione nel girone d'andata o nel girone di ritorno: il comma che prevedeva questa differenza, secondo cui una società esclusa nel girone di ritorno avrebbe comunque mantenuto i risultati ottenuti nel girone d'andata, è stato abrogato nel 2019. A prescindere da quando avverrà l'eventuale radiazione, dunque, ogni risultato precedentemente ottenuto contro la Salernitana verrà annullato. Il che causerà non pochi scossoni nella graduatoria della Serie A.

Non cambierebbe granché ai piani alti, perché tra le prime 10 solo l'Inter non ha ancora affrontato i granata, ma li incontrerà nel prossimo turno e in caso di vittoria i distacchi dalle inseguitrici rimarrebbero invariati, dato che dai nerazzurri fino all'Hellas Verona hanno tutte battuto i campani. È in zona retrocessione, invece, che il caso Salernitana potrebbe sparigliare le carte. Ad oggi, tra le squadre in lotta per evitare la B, sorriderebbero solo Genoa e Venezia, che sono state battute dalla Salernitana. A retrocedere, inoltre, sarebbero solo due squadre, con i granata ultimi. Una corsa alla salvezza che potrebbe così essere condizionata da un evento tutt'altro che imprevedibile, dato che da oltre un anno si prospetta lo scenario di una Salernitana in massima categoria con Lotito proprietario. Non sono stati presi provvedimenti e, alla fine, ci si è ridotti ancora una volta all'ultimo momento utile. Aspettando il 31 dicembre, quando la palla passerà definitivamente in mano alla Figc.

La classifica della Serie A in caso di esclusione della Salernitana

  1. Inter 40*
  2. Milan 36
  3. Atalanta 34
  4. Napoli 33
  5. Fiorentina 27
  6. Roma 25
  7. Juventus 25
  8. Empoli 23
  9. Lazio 22
  10. Verona 22 (guadagna una posizione)
  11. Bologna 21
  12. Sassuolo 20
  13. Torino 19
  14. Sampdoria 18
  15. Udinese 17*
  16. Venezia 16
  17. Genoa 10 (guadagna due posizioni)
  18. Spezia 9
  19. Cagliari 9
  20. Salernitana esclusa

* Inter e Udinese non hanno ancora giocato contro la Salernitana

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