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Che fine farà adesso Allegri: ci sono tre scenari, c’è una frase che non doveva dire

Massimiliano Allegri è stato esonerato dalla Juventus, ma la vicenda molto probabilmente non finirà qui: ci sono tre scenari possibili.
A cura di Paolo Fiorenza
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Massimiliano Allegri da ieri non è più l'allenatore della Juventus, esonerato dal club bianconero per "taluni comportamenti tenuti durante e dopo la finale di Coppa Italia che la società ha ritenuto non compatibili con i valori della Juventus e con il comportamento che deve tenere chi la rappresenta". Il 56enne tecnico livornese viene mandato a casa – in uno scenario surreale – a due giorni dalla vittoria della Coppa Italia, dopo aver riportato un trofeo in casa bianconera dopo un digiuno di tre anni. Una decisione di natura disciplinare e non tecnica, come dimostra il fatto che gli sia stata comunicata in sede dall'Ad Maurizio Scanavino, in assenza del referente dell'area sportiva Cristiano Giuntoli. Come si evince dal comunicato, Allegri resta un dipendente della Juventus, con tutto quel che ne consegue. Almeno per ora: gli scenari possibili sono tre.

Massimiliano Allegri con la Coppa Italia vinta sull'Atalanta: la Juve non vinceva un trofeo dal 2021
Massimiliano Allegri con la Coppa Italia vinta sull'Atalanta: la Juve non vinceva un trofeo dal 2021

Il primo scenario: Allegri e il suo staff restano a libro paga per un altro anno

La gelida nota della Juventus ha spiegato di "avere sollevato Massimiliano Allegri dall’incarico di allenatore della Prima Squadra maschile", quindi ad ora il toscano è ancora un dipendente della società torinese, che sarà tenuta a versargli (e con lui al suo staff, alla Continassa sono rimasti i soli Padoin e Magnanelli) il residuo anno di stipendio, a fronte di un contratto con scadenza nel 2025. Allegri dovrebbe essere pagato per stare a casa, non ricoprendo più alcun incarico, come succede quando un club dà il benservito ad un allenatore con decisione unilaterale.

Il secondo scenario: il licenziamento per giusta causa

Qualcuno aveva ipotizzato che la Juve avrebbe potuto licenziare per giusta causa il tecnico, ma evidentemente i tempi erano troppo stretti per una valutazione esaustiva della vicenda dal punto di vista legale: l'esigenza primaria era non far sedere Allegri in panchina a Bologna lunedì prossimo (al suo posto ci sarà il traghettatore Montero) e dunque si è accelerato con la formula dell'esonero. Ma la strada del licenziamento è ancora aperta, visto che la nota esplicita i comportamenti contestati al livornese, che avrà cinque giorni per replicare di concerto con i suoi avvocati. A quel punto la Juve deciderà se affondare il colpo o meno, andando allo scontro in tribunale per cercare di risparmiare in toto i circa 20 milioni lordi che gli costerebbero ancora Allegri e il suo staff per il periodo residuo di contratto.

Massimiliano Allegri ha perso la testa all'Olimpico
Massimiliano Allegri ha perso la testa all'Olimpico

Di tutte le cose dette e fatte dallo scatenato Allegri nella folle notte dell'Olimpico, ce n'è una che potrebbe costargli cara (anche nel portafoglio) e che davvero non doveva dire. Non la sceneggiata negli ultimi istanti della finale, né il gesto sprezzante rivolto a Giuntoli poco dopo. La leva su cui la Juventus potrebbe spingere per arrivare al licenziamento per giusta causa di Allegri l'ha spiegata a Fanpage.it l'avvocato Jacopo Ierussi, docente universitario, procuratore federale ed avvocato giuslavorista: "Indubbiamente è una accusa grave, specie se difficile da provare, quella secondo cui la propria società manipolerebbe la stampa affinché ti danneggi ("Scrivi la verità sul tuo giornale, non quello che ti dice la società! Smettila di fare le marchette con la società!" erano state le parole riportate da Vaciago, ndr). Se una simile condotta si realizza in un contesto pubblico ed è accompagnata da toni aggressivi ed offensivi verso un giornalista, il licenziamento non può essere escluso tenuto conto di quanto anche accaduto in campo".

Il terzo scenario: la transazione e il contratto risolto con una buonuscita

Peraltro c'è un terzo scenario possibile, ovvero che le due parti si siedano a tavolino e riescano ad arrivare ad un accordo transattivo per risolvere il contratto prima della sua naturale scadenza tra 13 mesi. La Juve potrebbe fare leva sulla minaccia del licenziamento e sugli argomenti a suo favore per indurre Allegri a più miti consigli e lo stesso tecnico – passata la rabbia, ma anche il risentimento per un comunicato così gelido, senza lo straccio di un ringraziamento né la citazione dei tanti titoli vinti assieme – potrebbe decidere che è meglio chiudere la vicenda con una transazione, accordandosi per una buonuscita inferiore ai 7 milioni netti che il suo contratto prevede a stagione, soluzione che gli consentirebbe di sedersi su una nuova panchina l'anno prossimo. Da ogni parte la si veda, un finale davvero triste.

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