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Tutto quello che ha fatto Allegri nella serata di follia a Roma: perché la Juve pensa di licenziarlo

La reazione furibonda del tecnico, Allegri, dopo la finale di Coppa Italia segna in maniera burrascosa la fine della sua esperienza alla Juventus. Il club valuta: esonero o licenziamento per giusta causa.
A cura di Maurizio De Santis
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Massimiliano Allegri non ce l'ha fatta più e ha sbroccato. La vittoria in finale di Coppa Italia contro l'Atalanta è stata la sua resa dei conti. E adesso può anche andar via con animo sereno dopo lo sfogo che ha scandito una serata di follia, dentro e fuori dal campo. Sapeva già che alla Juventus non sarebbe arrivato alla scadenza naturale del contratto (2025) né aveva speranze di rinnovo. Ora si aspetta che da un momento all'altro lo esonerino o che lo licenzino per giusta causa, che lo portino anche in tribunale e magari gli chiedano pure i danni per il suo atteggiamento.

Allegri a brutto muso, cosa ha fatto nella folle serata dell'Olimpico

Lui è pronto, non teme conseguenze. Affronta il suo destino a petto in fuori, senza giacca né cravatta, all'attacco e di brutto muso. La sequenza cronologica degli eventi racconta la furia dell'allenatore che, nell'ordine: ha ringhiato contro l'arbitro, Maresca, e i suoi collaboratori e fa niente che s'è beccato due giornate di squalifica (oltre a 5 mila euro di ammenda); ha bistrattato il diesse Giuntoli facendogli scio' scio', scacciandolo con un gesto della mano plateale e un ‘via via' che non lascia dubbi su quanto ormai non lo sopporti più e non sia mai stato nelle sue grazie, fino a sentirsi terra bruciata intorno; in tv ha provato a sgonfiare il caso ma ha tolto l'ennesimo sassolino quando ha parlato di "rispetto", così come in conferenza stampa s'è lasciato scappare con ironia "mi hanno già esonerato?" in replica a un giornalista che gli parlava di "eredità tattica"; è arrivato faccia a faccia con il direttore di Tuttosport, Vaciago, e gliene ne ha dette di santa ragione fino a (quasi) mettergli le mani addosso minacciando di "strappargli le orecchie"; ha avuto un battibecco con una procuratrice federale e danneggiato anche un set giornalistico. Ce n'è abbastanza perché arrivi al suo avvocato la lettera che lo solleva dall'incarico.

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La furia esplode contro l'arbitro Maresca e i suoi collaboratori

La Juve è in vantaggio, l'orologio segna il 50° del secondo tempo. Allegri è teso, ha tanta adrenalina in circolo da perdere il controllo. Esonda a causa di una decisione arbitrale e da quel momento sembra l'incredibile Hulk che spacca tutto. Si spoglia, si dimena, urla "dov’è Rocchi? dov’è?!" e viene espulso. "Atteggiamento aggressivo e plateale", è la motivazione del giudice sportivo che lo punisce per quei gesti inconsulti. Nessuno può calmarlo, perfino il vice Landucci resta travolto da quell'ondata di collera e vendetta.

Allegri scaccia Giuntoli dalla festa, gesticola in maniera plateale: "Via, via"

Nella concitazione del post-partita è questo l'episodio che è come pigiare il pulsante dell'autodistruzione. "Via! Via!", gli ha detto sotto gli occhi di tutti, dai calciatori ai tifosi fino agli spettatori a casa, consumando così la rottura pubblica. Anche questo fa parte della sete di vendetta. È l'emblema di tutto quanto (non) è stato il suo rapporto con il direttore sportivo che in mente ha sempre avuto dell'altro rispetto alla collaborazione futura con il tecnico livornese. Ne ha eroso, poco alla volta, l'importanza del ruolo. E che il terreno sotto i piedi si stesse sgretolando il tecnico lo aveva capito con certezza grazie alla voce amica di Galliani, che gli aveva raccontato cose sulla Juve che lui alla Juve non sapeva.

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Il tecnico va in tv e spiega tutto: "Questione di rispetto e comportamenti"

Allegri sa già che in diretta tv gli chiederanno spiegazioni: se e perché ce l'ha con Giuntoli? Lui non si sottrae alle domande, non svicola e va dritto al sodo quando vede il la porzione di filmato in cui scaccia il diesse. "È una questione di rispetto e comportamento. Io rispetto molto la società e gli uomini". E tanto basta a chiarire quale sia la convinzione maturata verso il direttore sportivo con il quale il feeling non c'è mai stato. Thiago Motta, che ha portato il Bologna in Champions dando un gioco e un'identità alla squadra, è la carta che il diesse ha inteso giocarsi per mettere all'angolo l'allenatore.

In conferenza stampa si finge spiazzato e ironizza: "Mi hanno già esonerato?"

Dalla tv alla carta stampata, Allegri ne ha per tutti. Non si scompone, replica, chiarisce, ribadisce di aver portato a termine la missione che gli era stata affidata: tornare a vincere, fare il diavolo a quattro perché la Juve giocasse di nuovo in Champions (dopo la buriana delle penalizzazioni dell'anno scorso. Alla lista s'è aggiunta anche la partecipazione al Mondiale per Club, per la quale pure ha qualche merito grazie al tesoretto di punti accumulato nel tempo che ha respinto gli assalti di Milan e Napoli. "Qual è l'eredità tecnica e morale che lascia dopo questo triennio alla Juventus?", gli chiede un giornalista. Allegri sorride e risponde subito: "Mi hanno già esonerato?".

L'aggressione al direttore di Tuttosport: "Ti strappo le orecchie e ti picchio sul muso"

Nel furibondo e infinito post-match dell'Olimpico c'è spazio anche per l'alterco tra Allegri e il direttore di Tuttosport, Guido Vaciago. Il tecnico non gli risparmia critiche, lo accusa di scrivere articoli come "marchette", di non raccontare la verità e fare da megafono solo a quanto gli viene suggerito da altri. Altri chi? Da qualcuno all'interno della società. Il confronto è incandescente, lo scambio di battute è rovente. Vaciago racconta anche di spintoni e strattoni ricevuti.

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"Direttore di merda! Sì, tu direttore di merda – le parole dell'allenatore riportate dal giornalista –. Scrivi la verità sul tuo giornale, non quello che ti dice la società! Smettila di fare le marchette con la società. Guarda che so dove venire a prenderti. Vengo e ti strappo tutte e due le orecchie. Vengo e ti picchio sul muso". Una nota del legale di Allegri smentirà la ricostruzione dei fatti proposta bollandola come "falsa e si apprezza, puramente e semplicemente, per finalità malcelate, pretestuose ed infondate". Vaciago replicherà a sua volta sostenendo la veridicità della sua narrazione e facendo riferimento anche a testimoni che hanno assistito alla scena.

Dopo Vaciago ha attaccato una procuratrice federale e distrutto un set

È successo di tutto dopo Atalanta-Juventus. Allegri era incontenibile, a farne le spese – secondo quanto raccontato dalle cronache – è stata anche una procuratrice federale, rimasta travolta suo malgrado dallo sdegno dell'allenatore che appariva fuori di sé. Nella concitazione di quei momenti marcati dall'escandescenza è capitato anche che Allegri danneggiasse le luci di un set che era stato allestito all'ingresso degli spogliatoi da LaPresse per realizzare un foto-shooting. La Juventus ha anche chiesto agli operatori se fosse necessario un rimborso per rimediare al danno provocato dal suo tesserato.

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