Lipsia-Paris Saint-Germain 0-3, la squadra francese di Tuchel è la prima finalista di Champions (traguardo raggiunto per la prima volta nella sua storia). Dovrà attendere fino a domani sera per conoscere il nome dell'avversaria che sfiderà il 23 agosto nel match che vale il trofeo di questa edizione anomala della Coppa. Bayern Monaco oppure Lione? Si rinnoverà il duello franco tedesco (che al momento vede i transalpini in vantaggio) oppure l'incontro clou avverrà tra club della Ligue 1? I numeri danno i bavaresi favoriti, il resto lo dirà il verdetto del campo.

Quello di questa sera è stato spietato, durissimo per la formazione di Nagelsmann. Le vanno sicuramente riconosciuti il merito e l'onore delle armi per quanto fatto finora ma la differenza di valori, di esperienza, di approccio a gare del genere è stata palese. E quando nella ripresa Bernat ha piazzato il tris è calato anche il sipario in anticipo sulla partita.

Angel Di Maria, Neymar, Kylian Mbappé. Se hai 3 calciatori del genere in rosa è un delitto non riuscire a vincere anche in Champions. Il "fideo" s'è rivelato ancora una volta un giocatore prezioso, fondamentale per una formazione che ha ambizione di successo: 1 gol (quello del raddoppio su tacco di Neymar), 2 assist che fanno dell'argentino il giocatore che (a quota 27) ha fornito il maggior numero di passaggi chiave assieme a Cristiano Ronaldo (38) e Lionel Messi (33). Neymar è il solito funambolo e anche se l'enfant prodige francese non è al top della condizione resta una spina nel fianco dei tedeschi.

Tuchel ha avuto ragione nel sistemare il tridente senza Mauro Icardi (lasciato in panchina). Lo dicono anche i numeri che legittimano la superiorità netta del Psg: 90% di precisione dei passaggi, 6 grandi occasioni create e altre 3 sbagliate d'un soffio, 2 legni centrati, 9 i tiri effettuati nell'area di rigore del Lipsia, una sessantina i contrasti vinti (compresi quelli aerei) poche le palle lunghe giocate a conferma di come i francesi in fase di palleggio hanno sbagliato praticamente nulla. What else? Una menzione speciale per Thiago Silva che a 35 anni comanda la difesa con autorevolezza e forma invidiabili.

Il match è intenso, il ritmo dei francesi è subito alto per impedire ai tedeschi di disegnare la propria ragnatela tattica. Scivola a ondate che s'abbattono sugli avversari. La strategia funziona e, almeno nella prima mezz'ora, i tedeschi fanno fatica a trovare il bandolo della matassa, schiacciati nella metà campo dalla pressione dei transalpini e rischiano di "annegare" nel calcio liquido che Nagelsmann ripropone (invano) anche contro i "fenomeni" del Psg. In realtà gli va tutto storto ma non è (solo) colpa sua.

Le azioni e le occasioni sono tambureggianti: il palo di Neymar dopo pochi minuti e il gol annullato a Mbappé per una deviazione di braccio (sia pure su rinvio incauto del portiere Gulacsi) fanno da prologo al vantaggio siglato da Marquinhos (perfetto lo stacco di testa su punizione). Il Lipsia vacilla e rischia il secondo colpo al mento ma il destro di Kylian viene murato. Match in totale controllo dei transalpini, le sortite di Sabitzer (calcio franco deviato) e Poulsen spezzano solo l'assedio ma non cambiano l'inerzia dell'incontro.

Il Psg prende fiato e colpisce con le sue frecce, fa quel che vuole quando vuole. Gulacsi ne combina un'altra in fase di disimpegno, Neymar di tacco innesca Di Maria: il raddoppio è servito. Manca solo il tris che chiudere il sipario in anticipo ma a Mbappé non riesce la deviazione vincente sul primo palo. Arriverà nella ripresa per opera di Bernat. Il resto è accademia, compresi i tentativi di chiudere l'incontro con un risultato più rotondo. Cerca l'acuto anche Kylian ma non avrà fortuna. Magari gli riesce in finale.