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Benfica assolto nel processo “Saco Azul” dalle accuse sui fondi neri per 2 milioni. Rui Costa: “Felice”

Dopo 10 anni di tribunale il club portoghese è stato assolto, anche se solo in primo grado di giudizio nel processo “Saco Azul” (fondi neri), dalle infamanti accuse di aver sottratto quasi 2 miliardi di euro. La vicenda riguarda quando presidente era Luís Filipe Vieira ma ha toccato da vicino anche la gestione di Rui Costa attuale numero uno del Benfica.
A cura di Alessio Pediglieri
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Dopo 10 anni di processi e tribunali si è concluso il primo atto che riguardava il Benfica e l'inchiesta sui fondi neri che la dirigenza del club avrebbe "prelevato" illegalmente per un totale di quasi 2 milioni di euro. Assoluzione, anche se solo in primo grado, che ha fatto esultare i vertici del club portoghese sia passati, come l'ex presidente Luís Filipe Vieira a capo della società nel periodo incriminato, ma anche l'attuale numero uno, Manuel Rui Costa la cui gestione attuale è stata, suo malgrado, coinvolta nella questione: "Soddisfatto e felice, c'era in gioco ben più della semplice immagine pubblica".

L'operazione "Saco  Azul" e le accuse al Benfica e a Vieira: fondi neri e contratti fittizi

L'inchiesta porta il nome di "Saco Azul" che in Portogallo è il termine giuridico con cui ci di riferisce e si indicano casse "nascoste" o, appunto "fondi neri". Un "sacco blu" finalmente aperto a distanza di ben 10 anni dall'apertura del fascicolo e da cui al momento non è fuoriuscita nessuna somma illegittima che era stata imputata al Benfica, quando al vertice c'era l'oggi ex presidente Luís Filipe Vieira che è stato assolto il primo grado insieme ad altri imputati. Non è di certo finita qui perché il Pubblico ministero ha annunciato che farà ricorso immediato convinto che vi sia stato in quel periodo un sistema fraudolento all'interno della società lusitana. Il Benfica, secondo l'accusa, aveva creato una rete di contratti fittizi stipulati tramite la società Questão Flexível, dell'imprenditore José Bernardes, attraverso un sistema grazie al quale venivano sottratti soldi al club. La somma? Enorme, vicina ai 2 milioni di euro.

Benfica assolto in primo grado: prosciolti gli indagati da tutte le accuse

Il Tribunale Centrale di Lisbona ha assolto tutti gli imputati da tutti i reati contestati, anche le frodi fiscali qualificate e la falsificazione di documenti. Il giudice ha motivato la sentenza con l’impossibilità di ricostruire con certezza tutti i fatti dopo tanti anni e con dubbi insanabili sulla prova dell’accusa. Un sospiro di sollievo per Vieira il cui nome era stato coinvolto, questa volta con condanna a seguito,  in un'altra inchiesta dai risvolti sportivi, "Operazione cartellino rosso". In quel caso, era stato appurato che tra il 2012 e il 2020 l'ex patron del Benfica aveva gestito, anche attraverso più che sospetti movimenti immobiliari e finanziari, acquisti e cessioni di una cinquantina di calciatori.

Manuel Rui Costa con José Mourinho in occasione dell’arrivo dello Special Onew al Benfica lo scorso settembre
Manuel Rui Costa con José Mourinho in occasione dell’arrivo dello Special Onew al Benfica lo scorso settembre

La soddisfazione di Rui Costa: "C'era di mezzo anche l'immagine sportiva"

L'attuale presidente del Benfica, l'ex calciatore Manuel Rui Costa che ha prelevato la proprietà del club lusitano proprio nel momento dell'arresto di Vieira nel 2021, si è detto molto soddisfatto dell'esito della vicenda giudiziaria conclusasi con una assoluzione: "Questa è una vittoria per il Benfica come club e popolo, prima di tutto", ha dichiarato. "Sono stati dieci anni di un processo che si conclude con l'esito che desideravamo e speravamo. Ne andava molto di più della semplice immagine pubblica, c'era di mezzo anche la questione sportiva".

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