Ancora un'assenza. Non concordata con il club. Mario Balotelli non si è presentato nella mattinata di mercoledì 3 giugno alle 9, al Centro sportivo di Torbole per sostenere il consueto allenamento giornaliero con il resto della squadra. A conferma che oramai qualcosa di irrecuperabile è accaduto con la società. Non è un caso se nelle scorse ore era anche trapelata la notizia di una eventuale rescissione anticipata dell'attuale contatto che lega il giocatore al club di Massimo Cellino fino a fine stagione. Una proposta che era stata mossa dalla stessa società ma che sarebbe stata rispedita al mittente dall'attaccante che non ha alcuna intenzione di chiudere prima della naturale scadenza dell'accordo. Nella serata di mercoledì, alle 19 è prevista una nuova seduta ma anche in questo caso, molto probabilmente, Mario Balotelli soprassiederà.

Ad oggi, l'unico tassello che manca è vedere se una volta ripartito il campionato, nel Brescia Mario Balotelli sarà ancora un giocatore a pieno organico e verrà convocato. Per il resto, la sua avventura alle ‘Rondinelle' è da considerarsi già conclusa per continui strappi e frizioni con la dirigenza e il presidente Cellino che non ha mai evitato critiche al suo giocatore, evidenziando anche lo ‘sbaglio' di averlo acquistato in estate nella convinzione potesse fare il bene del club. Con Balotelli l'accordo era stato di una stagione con l'augurio di poter continuare nella successiva ma anche l'impegno, in caso di retrocessione, di essere libero. A Brescia, SuperMario doveva e voleva recuperare anche un'altra maglia, quella della Nazionale guidata dal suo ex tecnico Roberto Mancini.

Le tappe dello strappo Brescia-Balotelli

  • Prima dello stop per il coronavirus, gli ultimi ricordi che si hanno a Brescia di Mario Balotelli non sono di certo positivi. L'attaccante ne combinò una delle sue a metà gennaio, durante Brescia-Cagliari: sette minuti in campo, un paio di insulti all'arbitro, l'espulsione diretta (con due turni di stop). Poi, attraverso dichiarazioni e social, la replica del giocatore alle accuse che provenivano anche in gran parte dalla stessa tifoseria bresciana che piano piano scaricò il ‘figliol prodigo', incapace di ritrovarsi e di dare una mano alla squadra.
  • Poi, la pandemia e il campionato fermato subito dopo Juventus-Inter, match scudetto a favore dei bianconeri: "prima di fermare il campionato dovevano riportare la Juve in vetta", fu uno dei commenti di Balotelli, dal quale il Brescia prese subito le distanze per volontà di Cellino, il presidente che non gradì quelle espressioni, così come molti altri atteggiamenti. E' surante il lockdown che il rapporto tra giocatore e società si consuma.
  • A marzo è una possibile chat in diretta con il porno-attore Rocco Siffredi a fare infuriare la società: "questo ragazzo mi mette in imbarazzo" saranno le parole del presidente Cellino al clamore suscitato dalla notizia.
  • Poi, il ritorno agli allenamenti, prima singoli e poi di gruppo. Il Brescia si accoda ai club che aprono il Centro sportivo, ma Balotelli non si presenta subito. Siamo alla fine di maggio, il giocatore fa capolino a Torbole ad intermittenza, ma lo strappo è oramai consumato. Il presidente Cellino è senza freni: "Il ragazzo non è più con la testa a Brescia", "non gli interessa stare qui perché se retrocediamo, sarà libero da ogni vincolo".  Fino all'ultimo sfogo via social di Balotelli: "Quando sarà il momento racconterò tutto!"
  • Il resto è cronaca dei nostri giorni con la società bresciana che si è mossa per trovare la risoluzione anticipata del contratto e che ha visto l'opposizione di Mario Balotelli che intende mantenere fede al contratto che scadrà il prossimo 30 giugno.