
Auguriamoci che martedì prossimo a Zenica il karma non ci sbatta in faccia il sorriso e l'esultanza di Dimarco, l'espressione compiaciuta di Vicario che gli dà una pacca sulla spalla e Meret che sembra addirittura passare lì per caso, alla fine dei rigori. Dà una sbirciata, gioisce, serra il pugno. E vai! In un angolino spunta pure la faccia di Pio Esposito, nomen omen: è l'unico che osserva con compostezza eucaristica e rende grazia perché, in un modo o nell'altro, contro l'Irlanda del Nord l'abbiamo sfangata. Non segnavamo un gol negli spareggi dal 1997 (reti di Vieri e Casiraghi alla Russia), quelli di Tonali e Kean hanno interrotto un digiuno imbarazzante.
Tutti ricordiamo come andò con la Svezia nel 2017 e, peggio, con la Macedonia del Nord nel 2022, quando a fare fuori al 93° l'Italia Campione d'Europa fu un tiro dalla distanza di Trajkovski che Donnarumma non vide nemmeno arrivare. E tanto dovrebbe bastare, al di là di ogni umanissima reazione personale, a evitare siparietti del genere, così poco dignitosi, che denotano una sola cosa: Gattuso lo chiama "annusare il pericolo", la verità è che ce la stiamo facendo sotto tanto da seguire con pathos quelli che stanno peggio (mica tanto…) di noi. E siamo euforici perché è meglio affrontare in finale playoff la Bosnia Erzegovina e non il Galles.

Ah… davvero? E quale strano sillogismo è scattato nella testa dei nostri baldi azzurri? Ieri hanno faticato contro una nazionale che nel ranking Fifa è 71ª (dietro Giordania, Burkina Faso, Giamaica, Emirati Arabi e Capo Verde), imbottita di calciatori che giocano nella Serie B inglese, dinanzi ai quali abbiamo giocato con le ginocchia tremolanti e la testa in confusione. Schiacciati dalla pressione, dal timore di fare un'altra figuraccia. Tranquilli eh… l'abbiamo già fatta, visto com'è conciato il nostro movimento. E Dimarco, preso a pallate dal Bodo Glimt in Champions, dovrebbe averne maggiore contezza. Abbiamo paura, non sappiamo che fare, ormai orfani di un "divin codino" che ci tira fuori dai guai.
Incredibile a dirsi, ma nel momento in cui Kerim Alajbegovic segna il penalty decisivo dopo gli errori di Brennan Johnson e Neco Williams abbiamo pensato "è fatta!" per aver evitato i gallesi che ci spaventano perché sono più tosti (almeno secondo le nostre convenzioni), corrono più e anche meglio di noi (e questo è vero). Che dal 1930 hanno partecipato ad appena due edizioni dei Mondiali: nel 1958 a quelli virati seppia in Svezia, nel 2022 a quelli in Qatar. Noi, una Nazionale che ha 4 stelle sul petto, dovremmo solo vergognarci per quel che siamo diventati: una squadra di sciamannati che pensa di averla fatta franca. E ha pure la faccia tosta di festeggiare, sputtanata in diretta tv.