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Audero svela il dopo petardo: “Qualcosa che non mi era mai successo. Era dentro”

Emil Audero racconta cosa è successo nei convulsi momenti dell’esplosione del petardo durante Cremonese-Inter, ma soprattutto dopo: “Era dentro di me”.
A cura di Paolo Fiorenza
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Emil Audero è il protagonista in positivo della vicenda davvero orribile andata in scena domenica allo stadio Zini di Cremona, quando un tifoso dell'Inter all'inizio del secondo tempo ha lanciato un petardo in campo, provocando una fragorosa esplosione proprio a un passo dal portiere della Cremonese. Il numero uno grigiorosso è rimasto lungamente stordito a terra, prima di rialzarsi e continuare a giocare con grande sportività, evitando conseguenze peggiori per i nerazzurri, usciti vittoriosi 2-0 dal campo.

Audero e il petardo: perché il portiere della Cremonese è rimasto in campo contro l'Inter

Il 29enne nazionale indonesiano racconta cosa è accaduto in quegli attimi convulsi, ma soprattutto dopo che ha ripreso a giocare. Prima di tutto Audero spiega perché ha deciso di restare sul terreno di gioco: "L'adrenalina innanzitutto. Ma lo fai anche perché sei in campo, capisci la situazione e non vuoi che finisca in quel modo. Dentro di me non sentivo la volontà di abbandonare. Sospendere la partita per un episodio del genere non mi andava giù. Sapevo di potercela fare. Anche se poi è successo qualcosa".

Col passare dei minuti Audero ha sentito che il dolore fisico non era il problema principale: "Non mi era mai successo in carriera. Nel secondo tempo ho avvertito un senso di vuoto. La ferita al ginocchio mi faceva male, ma il problema era dentro di me. Un senso di delusione profondo e poca voglia di giocare. Ero in campo, stavo facendo il mio lavoro che amo da morire. Ma intanto i mei pensieri andavano al luogo dello scoppio. Poco più in là e chissà… la mano, il braccio, o anche peggio. Ho pensato: perché sono in campo? Perché sto giocando? La testa e i pensieri giravano a mille. È stata una sensazione bruttissima. Ma sono un uomo di campo e quindi volevo proseguire. L'idea di speculare su quello che era successo non fa parte del mio carattere".

Emil Audero a terra dopo l’esplosione del petardo durante Cremonese–Inter
Emil Audero a terra dopo l’esplosione del petardo durante Cremonese–Inter

Come sta Audero: "Ora va peggio perché l'orecchio fa male e pure la schiena è rigida. Farò accertamenti"

Audero torna al momento in cui la bomba carta è deflagrata: "In genere sono bengala che non esplodono – racconta alla ‘Gazzetta dello Sport' – Ero concentrato sulla partita, poi giro la testa e vedo quella roba per terra vicino a me. Io non sono un esperto e solo per caso mi sposto seguendo lo svolgimento dell'azione con lo sguardo. Stavo comunque richiamando l'attenzione dell'arbitro, ho fatto pochi passi e poi quel botto tremendo. Un boato, come si mi avessero tirato una martellata all'orecchio, facevo fatica a sentire. Nella gamba destra vedo un taglio, il calzoncino stracciato, e sento un bruciore fortissimo. Non mi fossi spostato, poteva veramente finire molto male. Ora sto abbastanza bene, ma è tutto molto difficile da digerire. A fine partita, una volta scesa l'adrenalina, il collo mi si è irrigidito. Ora va anche peggio perché l'orecchio fa male e pure la schiena è rigida. Nei prossimi giorni farò accertamenti per capire se c'è qualche problema, ma insomma… diciamo che poteva andare anche peggio".

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