Dopo lo spavento di qualche giorno fa, Luis Muriel è tornato in campo nel secondo tempo di Hellas Verona-Atalanta. L'attaccante colombiano, reduce da un incidente domestico e dal ricovero con trauma cranico e ferita lacero-contusa alla testa, lo ha però fatto indossando un caschetto protettivo: precauzione che si è resa necessaria, in seguito all'episodio che ha preoccupato tutto l'entourage di Gian Piero Gasperini.

Prima di scaldarsi e giocare parte del match con gli scaligeri, era stato proprio l'ex attaccante della Sampdoria a rassicurare tutti sulle sue condizioni attraverso un post pubblicato sui suoi profili social: "Sto bene, sono a casa. Fortunatamente non è successo niente di grave. Grazie per l’affetto che mi avete dimostrato in queste ore". Cosa gli era successo? La notizia del colpo preso dalla punta sudamericana aveva colto tutti di sorpresa: quel brutto capitombolo capitato mentre si trovava assieme ad alcuni compagni di squadra ha spaventato perfino Gasperini. "Ha rischiato grosso", le parole del tecnico che si affrettò anche a fugare ogni dubbio sulle condizioni del calciatore.

L'attaccante colombiano è subentrato al 32° del secondo tempo, il tecnico lo ha lanciato sul rettangolo verde del Bentegodi per cercare il guizzo, la stoccata vincente che avrebbe proiettato l'Atalanta al secondo posto. Questa volta, a dispetto della media e del trend che lo dipinge come letale dalla panchina, non è riuscito a piazzare la zampata decisiva. Una rete ogni 65 minuti, è questo il dato che fotografa quanto Muriel abbia inciso finora sull'andamento e sulla classifica dei bergamaschi. Giunto a quota 17 centri in campionato, assieme a Zapata è riuscito ad accostare i nerazzurri al Manchester United e al Liverpool quanto a numero di calciatori che hanno alzato l'asticella delle marcature. Peccato, però, che contro l'Hellas la "dea" abbia rimediato un pareggio che un po' lascia l'amaro in bocca ma dall'altro conferma come la formazione di Juric rappresenti un'insidia per chiunque, anche per una squadra molto in forma come quella orobica.