Angelo Alessio: “Antonio Conte l’ho sentito un mese fa, la Juve ha un progetto e lo porterà avanti”
Metodico, competente, l'ombra tattica e la spalla di ferro di un vincente nato come Antonio Conte. Dalla Juventus dei record alla Nazionale, passando per l'Inghilterra e le grandi sfide vissute in prima linea in Italia e in Europa, Angelo Alessio ha scritto pagine importanti nel calcio italiano. Nato a Capaccio Scalo, in provincia di Salerno, oggi lo ritroviamo fuori dalla mischia dei campi da gioco, in una fase di riflessione cche non cancella un legame indissolubile con il rettangolo verde. Con lui, per Fanpage.it, riavvolgeremo il nastro dei ricordi, rivivremo le battaglie storiche come quella contro il Napoli e analizzeremo il momento complesso della sua Juventus, senza dimenticare la domanda che in tanti si fanno: c'è margine per rivederlo presto in panchina, magari di nuovo al fianco del suo storico mister?
Angelo, partiamo da te: di cosa ti stai occupando oggi e com'è la sua giornata tipo lontano dai campi di allenamento?
"Io vivo a Torino, cerco di tenermi aggiornato sperando così di ritornare al più presto ad allenare. Questa è la mia giornata, insomma, guardo partite, vedo allenamenti. Diciamo che mi tengo aggiornato".
Negli ultimi tempi si è un po' allontanato dal mondo del calcio professionistico.
"Quando vedi che non ci sono opportunità è chiaro che in questo momento non puoi fare altro. Quindi niente, cerco di mantenermi aggiornato: guardo partite, incontro delle persone, però pourparler e nulla di più".
Ha condiviso con Antonio Conte anni indimenticabili in panchina, dalla Juventus alla Nazionale, fino alle esperienze all'estero. Che tipo di legame è rimasto tra voi?
"Prima di tutto di amicizia, anche perché abbiamo giocato un anno insieme e poi ci siamo frequentati tanto fuori dal campo avendo anche amici in comune. E poi il lato professionale, partendo da Siena siamo arrivati fino al Chelsea insieme vincendo quasi sempre, fino al percorso di due anni con la Nazionale culminato nell'ottimo europeo in Francia nel 2016. Per scelta mia personale poi ho chiesto di poter andare ad allenare da solo".
Vi sentite ancora con frequenza? Quando è stata l'ultima volta?
"Un mesetto fa".
Cosa le ha detto, mister?
"Lui adesso si riposa, si aggiorna e come me guarda le partite. Ma per il momento nulla".
In queste settimane il suo nome è stato accostato di nuovo alla Juventus. Secondo lei cosa farebbe davanti ad una proposta concreta?
"Quando un allenatore va male subito si pensa quale sia il suo possibile sostituto e in tal senso Conte è uno degli allenatori migliori che ci siano in circolazione, quindi è normale che se ne parli. Il calcio però è fatto di questo, lo sanno tutti e quindi si accettano determinate cose. Non credo che la panchina di Spalletti possa essere messa in discussione se dovesse arrivare un nuovo risultato negativo, perché è stato fatto un progetto di squadra all'inizio dell'anno e credo che andrà avanti in questo senso".

Come mai ne è così convinto?
"Nelle ultime annate si sono alternati tanti dirigenti e diversi allenatori alla Juve, quindi un minimo di stabilità bisogna darlo. A Spalletti hanno rinnovato il contratto proprio qualche mese fa, quindi non credo che possa arrivare un esonero".
Conte lo prenderebbe un progetto in corsa in questo momento?
"Da quello che ho letto è andato in Egitto a Sharm el-Sheikh, si sta riposando. Certo, c'è anche il Manchester United, una panchina importante. È chiaro che squadre così vadano sull'allenatore fermo più forte".
Una battuta sulla Juve gliel'ha fatta?
"Ma no, ci siamo sentiti, ma c'è nulla all'orizzonte. Poi l'ultimo mese non so se abbia avuto qualche abboccamento, ma non credo. E non penso che in questo momento la Juventus abbia preso in considerazione l'idea di sostituire Spalletti".
In questa Juve rivede l'anima vincente di quella società che ai suoi tempi dominava ovunque?
"Questi up and down, partite nelle quali la Juve ha portato a casa il risultato e altre che invece ha perso in modo clamoroso, certificano che ci sono delle difficoltà".
Come se le spiega?
"Non so se siano soltanto a livello tecnico o tattico, o se ci sia dell'altro, perché comunque la squadra non esprime il suo potenziale, non mostra quella coesione, quella compattezza che di solito vediamo nella Juventus".

Conosce Antonio Conte come pochissimi altri. Si parla sempre della sua carica agonistica tra primo e secondo tempo: c’è un episodio o un ‘faccia a faccia' nello spogliatoio che non ha mai raccontato e che le è rimasto impresso?
"Ricordo dopo una partita in cui vincemmo 3-0 contro l'Udinese, Antonio era molto arrabbiato perché non dovevamo prendere gol. Simone Pepe scherzosamente disse: ‘Mister, ma noi eravamo i bianconeri'. Lui però era arrabbiato perché non voleva neanche correre il rischio di prendere gol".
I tifosi sognano spesso i grandi ritorni. Si vede un giorno di nuovo in panchina, magari proprio alla Juventus, e di nuovo al fianco di Antonio Conte?
"Per quanto riguarda Antonio, non lo so. Però in questo momento, ripeto, per come la leggo io la Juventus non cambierà allenatore. Ha fatto un progetto con Spalletti e lo porterà avanti".
Quindi vede Conte più verso Manchester.
"Io penso di sì, ma se dovessero chiamarlo valuterà se entrare in corsa o aspettare con calma la stagione successiva, per poter incidere maggiormente anche nel calciomercato".