Massimiliano Allegri a Torino. Il tecnico livornese, accostato alla Juventus, è stato avvistato in città dove ha ancora casa e spesso vi si reca per interessi personali. Nulla di strano, dunque. Non del tutto. Anche perché le voci insistenti sul ritorno alla guida dei bianconeri, dopo l'addio di due anni fa, scandiscono il finale di campionato di pari passo al battage mediatico sul futuro di Andrea Pirlo (già segnato) e la necessità di non fallire la qualificazione in Champions League. Sull'ex campione del mondo s'è abbattuta la profezia del predecessore, Maurizio Sarri. "Questa squadra è inallenabile", disse dopo l'esonero confermando tutte le difficoltà di gestione dello spogliatoio.

La scelta di Max. La ‘vecchia signora' decise di chiudere il percorso iniziato dopo lo strappo estivo di Antonio Conte all'indomani dell'eliminazione in Coppa maturata contro l'Ajax. Alla società non bastava più vincere (con lui al timone sono arrivati 5 dei 9 scudetti ottenuti in questo decennio) ma voleva farlo entusiasmando e attraverso un gioco che fosse altro rispetto al pragmatismo del risultato. Anche per questa ragione venne caldeggiata la candidatura di Sarri, ex di Napoli e Chelsea.

Eppure l'allenatore toscano è stato l'unico in questi anni ad aver sfiorato la conquista della Coppa dalle ‘grandi orecchie' dopo il trionfo dell'Olimpico nel 1996 proprio contro i ‘lancieri'. Due finali (2015, a Berlino contro il Barcellona; 2017, a Cardiff contro il Real Madrid) rappresentano il miglior risultato raggiunto dalla Juventus reduce dalla doppia eliminazione negli ottavi (Lione e Porto).

A distanza di due anni dalla separazione, sarà ancora Allegri a rimboccarsi le maniche per raccogliere i cocci e occuparsi della ricostruzione per aprire un nuovo ciclo. Con quali uomini e quali risorse a disposizione (entro il 30 giugno il club deve realizzare plusvalenze in cassa per almeno 100 milioni di euro) lo si capirà nelle prossime settimane, quando sarà chiara anche la partecipazione (o mano) alla prossima edizione della Champions League. Tante le questioni da affrontare, a cominciare dalla squadra dove andranno valutate le posizioni dei big come Cristiano Ronaldo e Paulo Dybala. Una cosa è certa: eccezion fatta per pochi punti fermi (come de Ligt, Kulusevski) nessuno è incedibile.

(in aggiornamento)