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3 Novembre 2022
9:57

Un anno fa lavorava in un cimitero, oggi Ryan salva Lebron in NBA: è l’improbabile eroe dei Lakers

Nel 120-117 con cui i gialloviola si sono imposti nella notte sui New Orleans Pelicans lo zampino decisivo lo mette la guardia 25enne, un anno e mezzo fa operaio al cimitero del nonno.
A cura di Luca Mazzella
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"We can be heroes, just for one day", cantava David Bowie. Mai come stavolta il motivetto di una delle canzoni più iconiche del Duca Bianco viene giustamente in soccorso per descrivere l'eroe della notte NBA, Matt Ryan. Il più improbabile di tutti. Con una tripla a fil di sirena costruita in uno spazio ridottissimo, con i piedi appena appena oltre l'arco e di poco lontani dalla linea di fondo, il ragazzo nativo di White Plains, New York si è regalato forse la più grande gioia della carriera, dando allo stesso tempo una timida speranza ai suoi tifosi e facendo tirare un sospiro di sollievo a LeBron James.

Fino a 1.3 secondi dalla sirena dei regolamentari di Los Angeles Lakers-New Orleans Pelicans infatti, nella Cryptoarena.com, il pubblico di casa stava già assaporando l'ennesima sconfitta della stagione giallo-viola, senza nemmeno il tempo di godersi la timida inversione di tendenza che la vittoria di 48 ore prima contro i Nuggets lasciava presagire, con la nuova linfa tecnica e motivazione di un Russell Westbrook in versione sesto uomo e una squadra che, pur senza tiratori, aveva indovinato una serata di grazia dal perimetro che era valsa l'insperato successo.

Sul 111-108 per Zion e compagni, con 1.3 secondi da giocare, con uno schema disegnato da coach Darvin Ham e l'esecuzione perfetta della rimessa di Austin Reaves, la palla è finita proprio nell'angolo opposto e nelle mani di Matt Ryan, che si è alzato cadendo col corpo verso l'esterno del campo e lasciando partire la tripla del 111 pari, che ha mandato le squadre al tempo supplementare poi vinto dai padroni di casa.

Una storia degna di un Oscar

Dopo aver cambiato 3 college nel giro di 5 anni (Notre Dame, Vanderbilt e Chattanooga), questo ragazzo classe 1997 aveva ormai rinunciato del tutto all'idea di sbarcare in NBA e fare della sua passione un vero e proprio lavoro. Al punto che per guadagnarsi da vivere Matt aveva iniziato dapprima a lavorare nel cimitero di proprietà del nonno, poi a fare il fattorino per DoorDash, coltivando il sogno della lega americana nel residuo tempo libero, col suo fido borsone preparato al mattino prima di lavoro e che lo accompagnava in tutte le sue giornate. Al draft 2020 il suo nome non viene associato a nessuna delle 30 franchigie e per Matt inizia quindi la spola tra le leghe minori e i contratti a tempo.

I Cleveland Cavs lo firmano per la Summer League, e nonostante le buone sensazioni date soprattutto al tiro, Matt non viene confermato nel roster per la stagione. Arriva a stretto giro una chiamata dai Denver Nuggets, ma anche qui l'epilogo è lo stesso: taglio. Tra Grand Rapids Gold, franchigia della lega di sviluppo (la G-League) e la chance a febbraio di giocare con un two-way contract per i Boston Celtics, Matt intravede una timida speranza. Gioca solo l’ultima gara della stagione contro Memphis, segnando anche una tripla delle sei tentate, ma Boston non può unirlo alla squadra che giocherà i Playoffs e quindi, alla fine della stagione regolare, Matt è di nuovo a spasso. Proprio i Celtics gli ridanno la vetrina della Summer League, in cui si mette definitivamente sulla cartina geografica della lega con la partita contro i Bucks dello scorso luglio, in cui segna 23 punti con 6 triple compresa quella, di tabella, decisiva per la vittoria.

Non basta a Boston, ma incuriosisce dall'altra parte dell'America lo staff tecnico dei Lakers, alla disperata ricerca di tiratori da posizionare sul perimetro per gli scarichi di LeBron. Matt parte con un contratto non garantito che viene poi convertito in accordo per tutto l'anno dopo una brillante pre-season condita dal 37.5% dall'arco e una partita da 20 punti e 6 triple.

Gioca poco più di 10 minuti a partita, si prende 3 triple circa a sera segnandone la metà (le converte con il 45%), fino all'esplosione di qualche ora fa, che potrebbe aprirgli le porte dell'ennesimo capitolo di una storia da sogno. In una squadra con così tanti problemi e limiti tecnici e in cui un tiratore del genere non può che fare le fortune di LeBron James, c'è da scommettere sul fatto che da stanotte in poi Ryan entrerà sempre più nel vivo del gioco. Nel cuore di tutti i tifosi, non solo Lakers, la sua storia invece ha già fatto breccia.

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