Velasco svela il segreto dell’Italvolley campione del mondo: “Giocavano come se a Parigi avessero perso”

L'Italia del volley femminile completa uno storico tris e si conferma imbattibile. Dopo l'oro olimpico di Parigi 2024 e il titolo in Nations League, le azzurre di Julio Velasco conquistano il Mondiale in Thailandia battendo la Turchia di Daniele Santarelli 3-2 (25-23, 13-25, 26-24, 19-25, 15-8). Un successo che mancava dal 2002 e che arriva al termine di un cammino perfetto: 36 vittorie consecutive e un gruppo che ha saputo resistere a pressioni e difficoltà.
Protagonista la solita Paola Egonu (22 punti), insieme a Myriam Sylla (19) ed Ekaterina Antropova (14), servite alla perfezione da una splendida Alessia Orro, la più scatenata durante i festeggiamenti. Alla Turchia non sono bastati i 33 punti di una scatenata Vargas. Decisivo il tie-break, dominato dalle azzurre.

Velasco e la filosofia del gruppo
Il 73enne allenatore argentino, già padre della "Generazione dei Fenomeni" negli anni '90, ha ridato all'Italia femminile un'identità vincente. E lo ha fatto con un approccio che va oltre la tattica. "Queste ragazze sono state favolose: come avevo chiesto, si sono comportate come una squadra che aveva perso, non vinto a Parigi", ha spiegato a Repubblica dopo il trionfo.
Per Velasco la forza del gruppo è stata la capacità di reagire, dimenticare in fretta gli errori e trasformarli in energia. "Quando vinciamo sembra che sia un obbligo, ci montiamo la testa. Se perdiamo non c'è più niente di buono. Per questo dico sempre: giochiamo come se avessimo perso".

Il segreto di un allenatore senza tempo
Nonostante l'età e l'assenza dai social, Velasco ha saputo entrare in sintonia con una generazione di atlete smart: "I giovani sono diversi perché vivono in un mondo diverso. Io ho sempre avuto fiducia in loro, anche nelle mie figlie e nei miei nipoti. Ho ammirato la capacità di adattamento e la voglia di lavorare di queste ragazze".
Il ct non si nasconde dietro la retorica: le differenze tra uomini e donne nello sport per lui sono un punto di forza, non un limite. "Le donne si preparano, studiano, arrivano pronte. Questo gruppo possiede queste caratteristiche all'ennesima potenza".

Un ciclo che resta aperto
Il futuro resta incerto per veterane come Monica De Gennaro, miglior libero del torneo a 38 anni. Velasco non forzerà nessuna scelta: "Io devo convincere solo chi è convinto". Sul lungo periodo, l'allenatore non guarda oltre: "Los Angeles 2028 è lontana, ora ho un grande progetto: non fare niente". Il presente, però, parla chiaro: l'Italvolley femminile è sul tetto del mondo e Julio Velasco resta il re Mida del volley, capace di trasformare ogni squadra in oro.