Schwazer, caso doping: richiesta di controanalisi sul Campione B oltre i tempi massimi del regolamento

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Alex Schwazer ha confermato la richiesta ufficiale delle controanalisi alla sua positività risalente allo scorso giugno. Oltre ogni plausibile scadenza , ma con una strategia difensiva ben strutturata: “Alla fine, io voglio capire”

Alex Schwazer a distanza di quattro mesi dal nuovo caso che lo aveva visto positivo ai test antidoping, è tornato a parlare della sua situazione confermando le parole del proprio avvocato Gerhard Brandstätter, che aveva anticipato la richiesta formale delle controanalisi sul Campione B. Al Festival dello sport di Trento il marciatore azzurro ha infatti ribadito la linea difensiva, sottolineando la "volontà di capire fino in fondo" cosa sia successo. Eppure restano molti dubbi soprattutto sulle tempistiche adottate, che violerebbero quelle stabilite dalla Procedura di Gestione dei Risultati di NADO Italia.

Le nuove parole di Schwazer e i fatti raccontati a Fanpage dal Professor Donati

"La prova A è stata analizzata per due volte con lo stesso metodo e così è stato per la prova B. Adesso abbiamo chiesto le controanalisi ma che vengano effettuate con un procedimento diverso. In queste ultime settimane e mesi si è cercato di capire alcune cose, che ovviamente costano tante energie. Però va fatto, io ho necessità di capire". Le dichiarazioni di Alex Schwazer a margine della sua presenza nell'evento trentino del Festival dello Sport, hanno riacceso i riflettori su quanto era avvenuto lo scorso giugno nei laboratori di Francoforte, fatti raccontati in esclusiva a Fanpage dal Professor Sandro Donati un una lunga intervista a cuore aperto.

Il Professor Donati ci aveva raccontato come andarono le cose, durante il prelievo dei campioni ad Alex Schwazer, la sua richiesta, poi accettata, di avere un Campione "C" ma anche la conferma che non sarebbe mai potuto essere utilizzato come "prova". Lo stesso campione cui si riferì successivamente proprio il maratoneta attraverso i propri legali, confermando di accettare le controanalisi unicamente facendo contestualmente analizzare anche la cosiddetta "terza provetta". Fino all'attuale cambio di rotta, accettando i protocolli Wada utilizzando solo il Campione B, con i legali che hanno alla fine persuaso Schwazer a questa linea difensiva: "Ha accettato, perché vogliamo contestare i risultati, abbiamo la certezza che non ci sia doping".

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Il Professor Donati con Alex Schwazer nel 2016, anno in cui il marciatore decise di ritornare all'agonismo

La richiesta dei legali di Schwazer fuori tempo massimo: perché le controanalisi sono state comunque richieste

Eppure, ora a fare discutere sono le tempistiche con cui questa scelta arriva. Il superamento dei termini per il Campione B  è reale e oggettivo perché l'articolo 5 della Procedura di Gestione dei Risultati di NADO Italia che recepisce direttamente gli standard globali WADA, stabilisce in modo perentorio come un atleta abbia una finestra di 3 giorni per richiedere formalmente l'analisi del Campione B, che deve "essere programmata ed eseguita di norma entro 7 giorni dalla richiesta". Riavvolgendo il nastro degli eventi, Schwazer avrebbe dovuto richiedere le Controanalisi entro giugno, oggi è ben oltre, quattro mesi, ogni scadenza.

L'avvocato Gerhard Brandstätter sa perfettamente che i tempi sono scaduti secondo la norma in vigore ma la sua strategia difensiva è altrettanto precisa: non nega il ritardo, ma è pronto a giustificarlo politicamente e burocraticamente sostenendo che il tempo è trascorso non per volontà di Schwazer ma a causa dei "rifiuti e dell'ostruzionismo della NADA tedesca" durante il confronto estivo, che si era opposta alla richiesta di controanalisi uniti al "residuo di urina" della provetta C. E ora sta chiedendo una remissione in termini, una proroga straordinaria per cause di forza maggiore.

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