video suggerito
video suggerito

Alex Schwazer: “Sono innocente ma non metterò a rischio la mia salute per battaglie legali che mi sfiniranno”

Alex Schwazer ribadisce la sua innocenza dopo la positività all’EPO e in un lungo post spiega: “Chiederò le controanalisi solo a condizione che venga analizzata anche la terza provetta”.
Immagine

Alex Schwazer torna a parlare a due giorni dalla sospensione in via precauzionale eseguita dalla NADA (l'Agenzia Nazionale Antidoping tedesca) dopo aver trovato nel sangue e nelle urine del marciatore azzurro tracce di eritropoietina (EPO). L'altoatesino si sfoga sul suo account Instagram e Facebook sottolineando ancora una volta la sua volontà: non si difenderà. Schwazer ribadisce la sua innocenza e di non aver assunto nessuna sostanza dopante. L'azzurro ha ribadito anche che porterà avanti la sua difesa solo se verrà analizzata la terza provetta di urina del 26 aprile conservata dall'allenatore Sandro Donati.

"Sono innocente, non ho assunto EPO né altre sostanze dopanti, ma stavolta non mi difenderò, non ho la forza e l’energia per farloha scritto Schwazer nel suo lungo post –. Ora le mie priorità sono la famiglia, la mia salute ed il lavoro. Non ho né l’intenzione né l’energia per ripetere le battaglie legali che ho affrontato e sostenuto dopo l’ingiusta ed infondata accusa di positività prima delle Olimpiadi di Rio, battaglie lunghe e stressanti che hanno dimostrato la mia innocenza ma che mi hanno profondamente segnato. Non voglio né posso mettere a rischio la mia salute per battaglie legali che mi sfiniranno a livello psicologico". 

Schwazer vuole solo che si analizzi la terza provetta e puntare sulla manipolazione

Schwazer ribadisce un po' ciò che aveva già detto due giorni fa e sui social in tanti credono alla sua versione dei fatti. "Anche se non ho commesso quello di cui vengo accusato ed ho la coscienza a posto, non ho intenzione di difendermi perché non ho nessuna fiducia in questo sistema a cui non credo più – ha scritto ancora –. Chiederò le controanalisi solo a condizione che venga analizzata anche la terza provetta, che ha conservato Sandro Donati, e che contiene l’urina residua di quella prelevata il 26 aprile scorso, così come indicato nel verbale di controllo". Al momento appare difficile che possa essere analizzata la terza provetta di quelle urine.

Schwazer vuole puntare tutto sulla manipolazione e demolire in qualche modo l'antidoping evidenziando l’inaffidabilità della catena di custodia sulla trasparenza dei laboratori e sulla possibilità di errori. "Ringrazio chi mi è stato vicino in questi anni, l’Avv. Gerhard Brandstätter ed il suo staff, la mia manager Giulia Mancini con Daniela Mancini, Giuseppe Sorcinelli e Alberto Serafin, il Prof. Sandro Donati, i miei tifosi e tutti coloro che mi hanno sostenuto ed incoraggiato manifestandomi il loro affetto". 

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views