Mike Tyson trascinato in tribunale per 1,8 milioni dopo aver rifiutato di combattere con un “piccione parlante”

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Mike Tyson e sua moglie Lakiha citati in tribunale per un contratto di sponsorizzazione.
L’ex campione dei pesi massimi è stato citato per la presunta violazione di obblighi contrattuali: avrebbe dovuto partecipare a uno show soddisfacendo particolari richieste.

Mike Tyson è finito davanti all'Alta Corte di Londra per un contratto di sponsorizzazione finito male. Al centro della causa intentata contro l'ex campione dei pesi massimi ci sono un piccione gigante contro il quale avrebbe dovuto tirare di boxe, un collegamento in diretta e un manichino dalle sembianze di Evander Holyfield. Dietro questa scena surreale c'è una richiesta di risarcimento da 1,8 milioni di euro avanzata dalla società Medier Ltd, con sede a Cipro, che gestisce il brand di scommesse online Rabona. Oggetto della citazione in tribunale: l'ex pugile e la sua agenzia promozionale (Tyrannic, controllata dalla moglie Lakiha) sono accusati di aver violato un'intesa commerciale che risale al 2024. Finora Iron Mike s'è difeso sostenendo che la colpa fosse tutta dei committenti che, a suo dire, hanno richiesto prestazioni estranee rispetto agli accordi

L'accordo e il format Talking Pigeons

L'accordo era stato sancito per contribuire alla campagna promozionale di Rabona e prevedeva il format Talking Pigeons. Tyson avrebbe dovuto partecipare a una diretta streaming con quattro conduttori, uno dei quali travestito da piccione parlante. Nello show, l'ex boxeur avrebbe dovuto parlare della sua vita, recitare qualche battuta come da copione e poi combattere con il finto "volatile" così da insegnargli come si sta su un ring, sferrare o parare i colpi. E per dare maggiore evidenza alla gag andava utilizzato uno sparring partner molto particolare: un manichino col volto di Holyfield, storico rivale di Kid Dynamite.

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Cosa è successo: c'entra il match con Jake Paul

Secondo la tesi portata da Medier, Tyson e la sua azienda promozionale avrebbe violato gli obblighi contrattuali mostrando disinteresse per la campagna e interrompendo la collaborazione senza preavviso perché avevano firmato un altro accordo molto più ricco. L'esibizione da circa 20 milioni di euro per battersi contro lo Youtuber, Jake Paul. Gli avvocati dell'ex pugile hanno ribaltato questa narrazione: in buona sostanza all'ex pugile era stata chiesta un prestazione che andava "ben oltre quanto ragionevolmente previsto" dal contratto.

Cosa chiede Medier: l'indennizzo milionario

L'azienda querelante ha portato davanti alla High Court di Londra una serie di richieste economiche: anzitutto, la restituzione di oltre 700 mila euro di compensi già incassati da Tyson, 660 mila euro di spese finite in fumo tra costi di produzione e organizzazione per un evento mai verificatosi. Somme incrementate da altre voci legate alla vicenda per un totale di 1,8 milioni di euro.

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