L’impresa di Tigst Assefa: vince la maratona correndo gli ultimi chilometri col tendine d’Achille rotto

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Tigst Assefa ha vinto la maratona di Berlino correndo col tendine d’Achille rotto: “Negli ultimi due chilometri, il tendine ha perso tutte le sue fibre e si è completamente lacerato al traguardo tanto da non riuscire più a muoversi”.

Quella di Tigist Assefa è un'impresa a dir poco incredibile. L'atleta etiope ha infatti vinto la maratona di Berlino con la terza miglior prestazione di sempre per una donna. Una gara perfetta se non fosse che Assefa ha terminato la gara con la rottura completa di un tendine d'Achille, per la quale è stata operata quest'oggi in Baviera. La vittoria in gara è arrivata in 2 ore, 11 minuti e 4 secondi ma Assefa ha tagliato il traguardo zoppicando vistosamente evitando di caricare il peso sulla gamba destra. Il suo manager, poco dopo, ha spiegato:

"Il dolore l'ha sentito dopo 31 km e dopo altri 40 si è intensificato – spiega -. Negli ultimi due chilometri, il tendine ha perso tutte le sue fibre e si è completamente lacerato al traguardo tanto da non riuscire più a muoversi". Tigst Assefa, una volta tagliato il traguardo, è stato subito presa tra le braccia dai suoi allenatori e con un aereo privato è stato trasportata in Baviera per essere operata oggi in una clinica specializzata. Aveva già avuto un problema al tendine d'Achille qualche anno fa ma mai con questa gravità. L'intervento è dunque riuscito, ma l'atleta starà ferma per sette mesi prima di tornare a correre con l'obiettivo dichiarato della Maratona di Londra 2027 ad aprile.

"Il tendine era completamente insensibile negli ultimi due chilometri – ha spiegato il suo manager -. È devastata perché si è rotta un tendine ma è già un risultato enorme che abbia finito la gara, incredibile. Se guardate le immagini, correva su una gamba sola". Assefa infatti, fino al quarantesimo chilometro, stava viaggiando con un tempo da record del mondo. Nonostante il grave infortunio, l'etiope però è riuscita lo stesso ad ottenere il suo miglior tempo personale e il terzo miglior tempo nella maratona femminile di sempre. Incredibile dunque come Assefa sia riuscita a vincere in queste condizioni.

Già, perché non è assolutamente possibile correre con un tendine d'Achille rotto, poiché la lesione provoca la perdita immediata della spinta del piede e l'impossibilità di sollevarsi sulla punta del tallone. Solitamente si avverte subito un rumore secco o la sensazione di aver subito un forte colpo o un calcio dietro la caviglia ed è dunque molto difficile o impossibile camminare regolarmente e la corsa è totalmente impossibile da fare. E invece la tenacia dell'atleta etiope ha avuto la meglio per centrare questo traguardo a dir poco eroico.

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