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Maratona di Bruxelles al collasso per il caldo, soccorsi in tilt: “Sembrava un ospedale da campo”

L’edizione 2026 della maratona da 20 km di Bruxelles si è trasformata ben presto in una costante emergenza medica: temperature record e più di 600 partecipanti assistiti dalla Croce Rossa belga che ha definito la giornata “la più grande operazione d’emergenza dell’anno”
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La principale manifestazione podistica di Bruxelles ha attirato oltre 50.000 partecipanti domenica 31 maggio ma l'edizione è stata caratterizzata da un'intensa pressione sui servizi di emergenza, che hanno dovuto far fronte a numerosi casi di malori e ipertermia. Quasi 600 partecipanti hanno dovuto ricevere soccorsi durante il tragitto per essere poi trasportati oltre il traguardo, dove si è costituito il principale punto di assistenza medica tra un via vai di ambulanze e barelle. Quasi 30 persone sono state ricoverate in ospedale, per restare sotto osservazione: "Il traguardo sembrava un ospedale da campo. Abbiamo usato anche le unità ipertermiche" hanno sottolineato i soccorritori della Croce Rossa belga.

La maratona di 20 km di Bruxelles rappresenta uno dei principali eventi podistici dell'anno e anche nell'edizione 2026 si è registrata una affluenza record di oltre 50 mila partecipanti. Che non hanno ceduto alle avvisaglie di temperature più alte della media stagionale che hanno di fatto portato quasi al collasso l'organizzazione dell'evento con quella che è stata definita dalla stessa Croce Rossa belga, "la più grande operazione d'emergenza dell'anno". Circa 450 soccorritori e 14 ambulanze erano stati mobilitati per l'evento e per la prima volta, erano disponibili cinque vasche di ghiaccio durante il tracciato di 20km per permettere ai partecipanti di abbassare la propria temperatura corporea per evitare superasse i 39 gradi, soglia che può portare anche a condizioni potenzialmente letali.

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Maratona di Bruxelles, le temperature record mettono in ginocchio l'organizzazione

Ma i punti di "raffreddamento" e gli oltre 500 chili di ghiaccio inizialmente stanziati, si sono rivelati ben presto insufficienti e si è dovuto inviare ulteriore personale medico lungo il tracciato per rifornire i vari impianti. Ma la giornata agonistica è passata ben presto in secondo piano e si è rivelata una estenuante emergenza dietro le quinte della gara: mentre i partecipanti che riuscivano a vincere i colpi di calore tagliavano il traguardo, le squadre mediche hanno continuato a prestare i primi soccorsi, a raffreddare, monitorare e stabilizzare i corridori più gravemente colpiti.

"Vicini al collasso, abbiamo usato anche i kit ipertermici in gara"

Per tutta la mattinata, i soccorritori della Croce Rossa hanno assistito a un afflusso di corridori esausti, alcuni in condizioni critiche, sovraffollando le ambulanze disponibili e obbligando ad allargare più del previsto il punto di primo soccorso principale allestito vicino al traguardo, aggiungendo ulteriori tende dietro la postazione iniziale per accogliere i nuovi arrivati, "trasformandolo in un ospedale da campo" hanno spiegato i responsabili della Croce Rossa belga. "Siamo andati vicini al collasso, per la prima volta abbiamo anche fatto uso di kit ipertermici, ne abbiamo utilizzati una ventina, per ridurre le temperature corporee". Alla fine oltre 600 persone hanno avuto necessità di aiuto e una trentina sono poi state trasferite in reparto, in condizioni stabili, per ulteriori accertamenti.

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