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Olimpiadi Tokyo 2020
11 Agosto 2021
14:13

Lo spavento di Tortu non passa: “Sente quell’urlo tutte le sere prima di andare a dormire”

La staffetta 4×100 medaglia d’oro alle Olimpiadi di Tokyo ci ha fatto prima sognare e poi commuovere. Il quartetto azzurro composto da Patta, Jacobs, Desalu e Tortu è entrato di diritto nella leggenda dello sport italiano. Con qualche effetto collaterale che continua a perseguitare Filippo Tortu…
A cura di Paolo Fiorenza
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Olimpiadi Tokyo 2020

È passato qualche giorno dalla leggendaria vittoria della staffetta 4×100 dell'Italia, ma gli echi dell'impresa del quartetto d'oro composto da Lorenzo Patta, Marcell Jacobs, Fausto Desalu e Filippo Tortu non si sono ancora spenti, complici anche i ritorni a casa dei velocisti azzurri, che sono finiti al centro dei riflettori come mai nella loro vita. La parte del leone l'ha fatta ovviamente Jacobs, campione a Tokyo anche nei 100 metri, ma fotografie ed interviste sono per tutti, compreso Eseosa ‘Faustino' Desalu, freccia azzurra di Casalmaggiore, la cui storia di grandi difficoltà da piccolo – con una madre eroica nel crescerlo da solo – si è presa le copertine.

"Adesso finalmente posso sdebitarmi perché se lo merita", aveva detto a caldo il 27enne di origini nigeriane. Adesso nelle sue parole c'è anche tanto sudore da raccontare e far rivivere a chi a Tokyo c'era solo attraverso i racconti della TV. "Mi sento felice di aver raggiunto questo obiettivo, ma sono affamato – spiega Desalu al Corriere di Bologna – Adesso che sono nella storia voglio essere ricordato facendo qualcosa di veramente grande. Crederci, allenarmi, con la stessa passione degli ultimi anni, mantenendo la serenità. Adesso una piccola vacanza, poi inizia la seconda parte di stagione. Voglio avere la possibilità di riscattarmi dal risultato individuale nei 200 metri. Sono rimasto molto deluso, ma purtroppo quando ci sono problemi fisici uno sportivo non può farci niente. Lo sport dà e toglie".

Desalu racconta i segreti della staffetta d'oro a Tokyo: "Con Jacobs siamo cari amici, ci conosciamo dal 2009, e abbiamo un bellissimo rapporto. Quando ha vinto mi sono emozionato, si meritava la medaglia d’oro, era quello a cui ambiva da sempre. È una persona genuina. Quando non ho centrato la finale nei 200 metri, mi sono chiuso in camera per due giorni e non mi sono fatto vedere in giro. Marcell mi ha cercato e mi ha convinto ad uscire, ci siamo fatto un giro insieme. Mi ha aiutato molto. In questi anni abbiamo partecipato a un’infinità di ritiri insieme e abbiamo condiviso momenti gloriosi, anche da compagni di stanza".

Si passa poi agli altri due elementi della 4×100 azzurra: "Patta e Tortu? Ho un buon rapporto con tutti. Poi persone che conosco da più tempo, come Marcell, le sento più vicine". Con Tortu peraltro adesso ci sarà qualcosa che li terrà uniti a vita… "Il grido che gli ho lanciato nel passaggio del testimone? Sembra violento da fuori, ma era in amicizia. Erano le mie ultime energie e le ho date a lui. Mi sono detto: devo farmi sentire. Lui l'ha sentito e si è spaventato. Mi ha detto che tutte le sere, prima di andare a dormire, sente il mio urlo".

Desalu conclude spiegando che parlare di singoli non rende merito all'impresa azzurra: "Quando fai un risultato così folle vuol dire che tutti hanno fatto al meglio delle proprie forze. Un singolo forte non potrebbe far nulla senza gli altri tre. Noi abbiamo unito le forze, siamo diventati un unico essere. E abbiamo spaccato il mondo, proprio come ci eravamo detti prima della gara. Abbiamo dimostrato che l’Italia può farcela. Obiettivi ora? Il cambio tra me e Filippo è venuto un po’ schiacciato. Se riuscissimo a migliorare quello, potremmo avvicinarci al record europeo. È il nostro obiettivo nel prossimo futuro, e non è lontano…".

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