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Olimpiadi Tokyo 2020
6 Agosto 2021
15:52

Fenomenale staffetta 4×100! Con Jacobs e Tortu siamo medaglia d’oro

La staffetta 4X100 dell’Italia conquista la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Tokyo 2021 con il tempo di 37”50 che vale anche il nuovo record nazionale. Lorenzo Patta, Marcell Jacobs (campione olimpico in carica nei 100 metri piani), Eseosa Desalu e Filippo Tortu vincono il 38° titolo in questa edizione dei Giochi per gli Azzurri, il decimo del metallo più prezioso e il quinto che arriva dall’Atletica. Gran Bretagna seconda e d’argento, beffata per un centesimo (37″51). Bronzo al Canada (37”70).
A cura di Maurizio De Santis
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Olimpiadi Tokyo 2020

Lorenzo Patta, Marcell Jacobs (campione olimpico in carica nei 100 metri piani), Eseosa Desalu e Filippo Tortu sono i quattro cavalieri d'oro della staffetta 4X100 delle Olimpiadi di Tokyo 2021. Vittoria strepitosa con il tempo di 37"50 che vale il gradino più alto del podio, il metallo più prezioso e fissa anche il nuovo record italiano. Argento alla Gran Bretagna in 37"51, beffata per un solo centesimo e ancora una volta dagli Azzurri (dal calcio all'atletica, è scritto nel destino ed è quasi un trauma difficile da elaborare). Bronzo al Canada che ha concluso la prova in 37"70 e si chiede se abbia corso contro dei marziani. Cina, Giamaica (inizialmente favorita), Germania, Giappone e Ghana stanno quasi partecipano per onore di firma.

Quinta medaglia nell'atletica, 10° oro, 38° titolo a Tokyo

Incredibile, da pizzicotto sulla guancia. Non è un sogno, ma tutto vero. Quattro cavalieri con le ali ai piedi che sulla pista del Sol Levante hanno disputato una gara pazzesca, sensazionale, da strabuzzare gli occhi e fare urlare per la gioia il popolo di sportivi italiani che dinanzi alla tv ha accompagnato la vittoria degli azzurri. È un trionfo storico per l'Italia che nella classifica generale del medagliere sale a quota 38 titoli, di cui 10 – quelli dorati – dal valore inestimabile e pesantissimi. Cinque confezionati nelle specialità dell'atletica, gli ultimi due (da Antonella Palmisano nella marcia 20 km alla staffetta) nell'arco di un amen durante la stessa giornata dopo Gianmarco Tamberi nel salto in alto, lo stesso Jacobs nei 100 metri e Massimo Stano nella marcia 20 km. Eccezionali.

La rimonta di Tortu beffa l'inglese (ancora battuto da un italiano)

Le quattro frecce tricolori scattano dall'ottava corsia. L'occhio scivola in quell'angolo di televisore che si colora d'azzurro, un raggio di sole che diventa abbagliante quando, nell'ultima e decisiva frazione, Tortu spinge il pulsante del turbo e mulina le gambe a una velocità tale da schiantare in rimonta l'inglese, Mitchell-Blake, al quale ha recuperato cinque metri (quest'anno quando incrociano un italiano in una competizione va malissimo sempre) e lasciato il ghigno amaro della sconfitta stampato sul volto.

Tortu fenomenale ma la prova del quartetto è stata perfetta in assoluto. Bene l'Italia alla partenza con Patta che nella prima frazione tiene botta al primo assalto dell'Olanda ed effettua un cambio senza sbavature con Jacobs. Tocca a Marcell che indossa i galloni di ‘figlio del vento' e li fa valere tutti lasciando il testimone a Desalu. Non c'è pericolo che l'azzurro sbandi in curva e quando mette il muso sul rettilineo Tortu è lì che aspetta, pronto a volare oltre ogni più fervida immaginazione. L'inglese gode di un leggero vantaggio, Filippo lo cancella in un attimo trasformando in oro un finale da campione olimpico. Mette le mani nei capelli, non ci crede. Credici, Italia. Che sei fortissima.

Un trionfo leggendario che resta nello storia dello sport italiano

I trionfo di Patta, Jacobs, Desalu e Tortu scolpisce un risultato storico per l'Italia nella staffetta 4X100. Due bronzi a Los Angeles nel 1932 (Giuseppe Castelli, Ruggero Maregatti, Gabriele Salviati, e Edgardo Toetti) e a Londra nel 1948 (Enrico Perucconi, Antonio Siddi, Carlo Monti e Michele Tito), un argento a Berlino nel 1936 (Orazio Mariani, Gianni Caldana, Elio Ragni e Tullio Gonnelli) erano state le uniche soddisfazioni per gli Azzurri che in finale mancavano da Sydney 2000 con Francesco Scuderi, Alessandro Cavallaro, Maurizio Checcucci e Andrea Colombo. E adesso chiamateli puri quattro cavalieri da leggenda dello sport italiano.

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