Il padre di Maxime Mbandà è positivo al coronavirus e ricoverato in ospedale. Le sue condizioni di salute sono preoccupanti: "Sta lottando tra la vita e la morte", ha raccontato il giocatore di Zebre Parma e Nazionale di rugby. Ecco perché ha rivolto un appello particolare per aiutare il padre. Un invito rivolto a chi è stato contagiato e poi è guarito a donare il sangue. Il plasma iper-immune può aiutare il genitore. Nei giorni scorsi aveva già condiviso sui social network la sua apprensione per la situazione dei genitori (anche sua madre ha contratto il Covid-19), adesso è l'urgenza a spingerlo a proporre l'ennesimo messaggio.

Ho appena parlato con la dottoressa dell'Istituto Clinico Città Studi di Milano che sta curando mio padre – scrive nel post pubblicato sul profilo Facebook -. Ha questo casco attorno alla testa e sta lottando, tra la vita e la morte. Questo plasma iperimmune tarda ad arrivare, ci sono troppe richieste in questo periodo. Sono disperato. Se non fosse così grave la situazione non mi esporrei così

Nominato Cavaliere della Repubblica dal Presidente, Sergio Mattarella, per il suo impegno da volontario nei mesi più duri dell'emergenza provocata dalla pandemia, Mbanda fa una richiesta precisa "alle persone che si sono negativizzate dal Covid-19 di informarsi urgentemente su come possono donare questo plasma". Lui che è stato in prima linea a bordo delle ambulanze della Croce Gialla di Parma ha sperimentato da vicino quanto possa essere devastante ammalarsi e quanto  lo sia altrettanto l'angoscia che travolge i familiari.

Non voglio passare davanti a nessuno perché ogni vita ha la propria importanza – ha aggiunto Mbanda -. Chiedo solamente in ginocchio alle persone che si sono negativizzate dal Covid-19 di informarsi urgentemente su come possono donare questo plasma. Salverete a delle vite, come è stato per voi… ve lo assicuro. Fatelo per le persone che stanno dentro e per noi familiari che stiamo fuori a sperare.