6 Ottobre 2020
16:09

Insultata dopo lo sfogo sul caso Suarez, Danielle Madam a Fanpage.it: “Mi ha fatto paura”

Danielle Madam si era definita “italiana di seconda generazione senza cittadinanza italiana” in un lungo sfogo sul caso Suarez. Stella emergente del lancio del peso, cinque volte campionessa italiana, Danielle Madam ha raccontato la sua storia a Fanpage.it dopo essere stata insultata nel bar dove lavora: “Si è presentato un uomo al bancone e mi ha urlato ‘tu non sarai mai italiana’. Ma io sono orgogliosa di esserlo, anche se su un pezzo di carta non lo sono ancora”.
A cura di Alberto Pucci

È riuscita a togliersi diverse soddisfazioni con la disciplina sportiva che pratica da sempre, ma negli ultimi giorni è diventata popolare anche in seguito ad uno sfogo pubblicato sul suo profilo Facebook sul caso dell'esame farsa di Luis Suarez. Danielle Madam è una ragazza di 23 anni, nata in Camerun ma domiciliata a Pavia sin da piccola dove vive, studia, lavora e si allena nel lancio del peso: specialità che l'ha vista conquistare cinque volte il titolo di campionessa italiana. Dopo quanto accaduto a Perugia, Danielle ha alzato la voce sui social e puntato l'attenzione su quella che lei ritiene un'ingiustizia nei suoi confronti e nei confronti di chi è nella sua stessa situazione.

Il suo messaggio pubblicato sui social ha raccolto centinaia di dimostrazioni d'affetto e di solidarietà e qualche commento sgradevole dell'imbecille di turno. Uno di questi individui si è anche presentato nel bar dove lavora e l'ha offesa dopo averla riconosciuta.

"Lavoro in questo bar nel weekend, ed è frequentato soprattutto da persone anziane – ha raccontato Danielle ai microfoni di Fanpage.it -. Domenica scorsa si è presentato al bancone un uomo sui 45 anni, ha consumato e dopo avermi guardata, evidentemente mi aveva riconosciuto, mi ha detto ‘Tu non sei italiana, a cosa ti serve la cittadinanza… non sarai mai italiana‘. Ci sono rimasta male, anche se non gli ho risposto e non gliel'ho dato a vedere perché non meritava, ma mi ha fatto un po' paura vedere che uno di quei messaggi deliranti ricevuti su Facebook, riuscisse ad entrare nella mia vita vera. Mi ha colto alla sprovvista e mi ha insultato in un modo così sgarbato, che il titolare del bar pensava che questa persona fosse un mio conoscente".

Per parlare della sua storia la incontriamo nel punto più suggestivo della sua città, dove il Ponte Vecchio cattura lo sguardo e controlla le acque del Ticino, e prima del classico ‘ciak' per l'intervista video ci spiega per quale motivo non ha ancora potuto ottenere la cittadinanza italiana: "Perché ho vissuto in una casa famiglia – racconta Danielle – e questo dà diritto solo al domicilio ma non alla residenza. Purtroppo non posso dimostrare di aver risieduto regolarmente in questo paese per almeno 10 anni. Come ho scelto il lancio del peso? È lui che ha scelto me".

Il messaggio a Suarez e la solidarietà di Giovanni Malagò

Sguardo fisso nell'obiettivo e per nulla intimidita dalla presenza delle telecamere, Danielle comincia a parlare del suo post su Facebook dedicato ala vicenda Suarez: "Mi sono sfogata perché non è giusto che lui abbia ottenuto la cittadinanza in tempi rapidissimi, quando ci sono delle persone come me che vivono in Italia da molti anni e non riescono ancora ad essere riconosciute come italiane. Al giocatore voglio dire che la cittadinanza è una cosa seria, per richiederla bisognerebbe vivere davvero l'Italia". Il suo urlo di rabbia è addirittura arrivato alle orecchie di Giovanni Malagò, che sul suo profilo le ha mandato tutto il suo sostegno: "Non potevo nemmeno immaginare che il presidente del Coni sapesse chi è Danielle Madam. Il suo messaggio mi ha davvero tanto sorpresa e mi ha riempito il cuore di speranza".

Il razzismo e l'orgoglio di sentirsi italiani

"L'Italia è un paese che mi ha dato tanto – conclude Danielle – Qui mi trovo bene e sono felice. Il razzismo? Secondo me l'Italia non è un paese razzista, certo ci sono purtroppo una percentuale di persone che non sanno e non conoscono come sono davvero gli stranieri che si sono integrati. Non bisogna aver paura del prossimo. Alle persone che sono nella mia stessa situazione, voglio dire che forse non siamo più cosi soli e di continuare a sentirsi orgogliosi di essere italiani, anche se su un pezzo di carta ancora non lo siamo".

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