22 Luglio 2021
9:00

Chi è Elia Viviani, il primo ciclista portabandiera per l’Italia alle Olimpiadi di Tokyo

Elia Viviani è il portabandiera dell’Italia insieme a Jessica Rossi nella cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Tokyo in programma domani, venerdì 23 luglio, a partire dalle 13 ora italiana. Classe ’89, già oro olimpico su pista a Rio nel 2016, corre per i colori della Cofidis. Nel gennaio 2021 è stato sottoposto ad un intervento al cuore per curare una aritmia. E’ tra i più pagati ciclisti al mondo.
A cura di Alessio Pediglieri

Elia Viviani è il portabandiera dell'Italia alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Tokyo 2021 (Tokyo 2020) in programma venerdì 23 luglio alle 13.00 (ora italiana). Insieme a Jessica Rossi, il ciclista sarà il rappresentante della delegazione italiana ai Giochi Olimpici. Elia Viviani è il primo ciclista nella storia delle Olimpiadi a essere stato insignito del ruolo di portabandiera azzurro, inizia la sua carriera su strada e successivamente si specializza nel ciclismo su pista. Nato all'insegna dello sport, tra calcio, tennis e pattinaggio, a otto anni sale in sella ad una bici e non ci scenderà più: per il veronese classe '89, inizia così una carriera importante, lunga ed entusiasmante che vivrà di momenti anche delicatissimi dal punto di vista personale.

Chi è Elia Viviani, la carriera del ciclista portabandiera dell'Italia

L'avventura in bici inizia nel migliore dei modi: due medaglie d’oro alle Olimpiadi Giovanili Europei nel 2005, anno in cui viene inquadrato da Paolo Slongo che lo cresce tra strada e pista e prima di entrare tra i professionisti (2010) si ritaglia anche il tempo di vincere il Campionato italiano ed europeo nel 2006. Poi, l'avventura nel professionismo, con i colori della Liquidas, dove impara dai migliori: Nibali, Sagan, Basso, Pellizzotti. Se su strada cresce, in pista si conferma: nel 2011 conquista la medaglia d’argento ai mondiali di Apeldoorn nello Scratch, e poi la medaglia d’oro agli europei under 23 nell’Omnium e nella Corsa a Punti.

La consacrazione con l'oro di Rio nel 2016

Debutta al Giro nel 2013, coi colori della Cannondale, così come nel Tour de France prima di passare al Team Sky di Chris Froome, ottenendo il successo al Giro di Dubai e strappando la prima vittoria al Giro nel 2015, a Genova. Prodromo perfetto per preparare la sua stagione migliore, il 2016, l'anno delle Olimpiadi di Rio. Dove è protagonista assoluto su pista: conquista la medaglia d’oro, riportando gli azzurri dopo 16 anni a vincere la medaglia più prestigiosa ai giochi olimpici nelle prove del ciclismo su pista.

L'approdo alla Cofidis e l'intervento al cuore

Negli anni successivi ritorna a imporsi su strada, cambia ancora maglia entrando nel fortissimo e quotato Team della Qucik-Step con cui a giugno  2018 si impone nel campionato italiano in linea e nel 2019, in termini di numero di vittorie, conquista la sua miglior stagione di sempre. Fino all'approdo alla Cofidis, con i cui colori corre tutt'ora e che lo ha assistito in prima persona nel momento più delicato della sua carriera, lo scorso gennaio 2021 quando ha dovuto sottoporsi ad un intervento al cuore, per curare una aritmia che aveva accusato durante un allenamento.

Quanto guadagna Elia Viviani: lo stipendio da ciclista

Elia Viviani è tra i migliori e più rappresentativi ciclisti italiani in attività. E come tale è anche uno dei top corridori più pagati nel circuito azzurro e internazionale. In chiave stipendio, è secondo solamente allo ‘Squalo' Vincenzo Nibali. Ma quanto guadagna Elia Viviani? Gli ultimi dati a disposizione, risalenti a inizio di questo mese dicono che il pistard e passista della Cofidis guadagna 1 milione e 900 mila euro l'anno, entrando nella top20 dei più pagati al mondo. Tra gli italiani, solo Nibali guadagna di più, con 2 milioni e 100 mila euro. Sul podio di questa speciale classifica, c'è al primo posto l'inglese Chris Froome con 5.5 milioni, secondo è Peter Sagan con 5 milioni a pari emolumenti con Tadej Pogacar

Giulia Terzi d'argento e 20a medaglia per l'Italia alle Paralimpiadi di Tokyo
Giulia Terzi d'argento e 20a medaglia per l'Italia alle Paralimpiadi di Tokyo
Bebe Vio è d'oro nel fioretto alle Paralimpiadi di Tokyo: battuta la cinese Zhou in finale
Bebe Vio è d'oro nel fioretto alle Paralimpiadi di Tokyo: battuta la cinese Zhou in finale
Farsi una canna non sarà più doping: la Wada propone di togliere la marijuana dalla lista
Farsi una canna non sarà più doping: la Wada propone di togliere la marijuana dalla lista
Lascia un commento!
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni