Alex Schwazer sa già cosa rischia per il caso EPO: radiazione e un processo per frode sportiva

Alex Schwazer rischia conseguenze molto pesanti se la positività all'EPO sarà confermata anche dopo l'analisi del campione B. A 41 anni già solo un'altra lunga squalifica sarebbe esiziale per la sua carriera, negli anni scorsi pesantemente condizionata dalle sospensioni precedenti. Nel suo caso il provvedimento potrebbe far valere gli effetti della recidiva. Cosa vuol dire? Incorrere nella sanzione più dura e infamante a livello sportivo: la radiazione. Ma questa è solo una parte dell'aspetto sanzionatorio perché una situazione del genere avrebbe anche altri strascichi a livello giudiziario per il reato di frode sportiva. Una mazzata tremenda per un atleta che si è dichiarato innocente e di "non avere più la forza per difendersi", di essere troppo stanco per lottare ancora contro un "sistema di cui non ho fiducia".
Le tracce riscontrate nelle urine e nel sangue – residuo presunto della gara di Francoforte (aprile 2026) – lo risucchiano in un vortice dal quale è uscito nel 2025, quando è tornato all'attività agonistica dopo un lungo periodo di stop. E alla luce di quanto ha vissuto adesso depone le armi. Poche parole sintetizzano bene qual è il suo stato d'animo: si era perfino illuso di poter rientrare nel giro della marcia azzurra dopo il tempo record fatto a Francoforte un anno fa, invece è piombato di nuovo in un incubo. "Non ce la faccio più", ha ammesso in conferenza con le lacrime agli occhi lasciando la parola ai suoi legali. "Ha ragione a non avere fiducia – le parole del suo avvocato -. Siamo allibiti, fino al 2016 ci sono state più violazioni nei suoi riguardi".
Cosa rischia Schwazer a livello sportivo e penale
Schwazer è già preparato al peggio, sa benissimo cosa può capitare a un atleta col suo passato: l'esclusione a vita da ogni competizione agonistica oltre alla necessità di doversi tutelare in tribunale da un'accusa di frode sportiva. Per adesso il marciatore di Bolzano resta sospeso in via cautelare fino a quando non sarà completata la procedura degli accertamenti. "Posso solo dire che non ho assunto Epo, non so come è finita nella provetta. Non lo voglio nemmeno sapere. Non so perché ce l'hanno con me ma non mi interessa più".

Si tratta del terzo caso di doping nella sua carriera, dopo le vicende del 2012 (in cui ammise le proprie responsabilità) e del 2016 (verdetto che ha contestato vedendo respinte tutte le istanze d'appello). E questo lascia chiaramente intendere cosa lo aspetta:
Procedimento sportivo. Trattandosi di una recidiva multipla, la giustizia sportiva prenderà certamente verso il provvedimento più severo: ovvero il bando a vita.
Procedimento penale: Oltre alla squalifica, per Schwazer si profila l'apertura di un fascicolo per frode sportiva, un reato che in passato ha già comportato per lui procedimenti e una condanna. Nel dicembre 2014, due anni dopo l'ammissione di colpa prima delle Olimpiadi di Londra, patteggiò 8 mesi di reclusione (convertiti in pena pecuniaria) e 6.000 euro di multa presso il Tribunale di Bolzano. A febbraio 2021, invece, il GIP del Tribunale archiviò il procedimento penale per non aver commesso il fatto, confermando la manipolazione delle provette con un'anomala concentrazione di DNA. Nonostante l'archiviazione penale, la giustizia sportiva non lo ha mai riabilitato.