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“Stai diritto, risulti più figo”: il cartello che spiega Fabrizio Corona meglio di qualsiasi confessione

Nella serie Netflix “Io sono notizia”, un cartello dietro le quinte svela – sul finale – tutto su Fabrizio Corona: “Stai diritto (risulti più figo)”. Anche mentre confessa la sua vita e le sue contraddizioni, l’ossessione resta la sua immagine.
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C'è un momento, nella serie Netflix "Io sono notizia", che racconta Fabrizio Corona più di qualsiasi confessione. Siamo sul finale. Non è nelle ammissioni di scoop confezionati, non è nei racconti di sfruttamento, non è nelle lacrime programmate. È in un dettaglio che probabilmente doveva restare fuori campo o, altrettanto probabilmente, è stato confezionato di proposito per quelli come noi, drogati di particolari: un cartello posizionato dietro le telecamere, una quinta su cui qualcuno ha scritto un promemoria per lui.

"Fabrizio STAI DIRITTO (risulti più figo)".

L'ossessione che non si ferma nemmeno davanti alla confessione

Pensateci un attimo. Corona sta raccontando crimini, manipolazioni, vite distrutte. Sta ammettendo di aver costretto Nina Moric ad abortire, di aver orchestrato giocate milionarie, di aver trasformato esseri umani in merce. Ma anche in quel momento, anche mentre si spoglia davanti all'Italia, c'è bisogno di un promemoria: stai dritto, devi risultare figo.

Come quando in galera dice a se stesso: la forma fisica prima di tutto. Si fabbrica l'abbronzante in casa e un parasole, nell'ora d'aria scende ad abbronzarsi e il giorno dopo, scopre trenta detenuti che fanno lo stesso. Non è un particolare trascurabile. È la chiave di tutto.

Il paradosso del narcisista che si racconta

Quel cartello cristallizza il paradosso di un uomo che non riesce a smettere di essere Fabrizio Corona nemmeno quando prova a raccontare chi è Fabrizio Corona. La vanità non si ferma alla porta della confessione, anzi: si infila anche lì, si accomoda, pretende la sua parte.

C'è qualcosa di grottesco e insieme perfettamente coerente in questo dettaglio. Corona ha passato una vita a costruire, vendere e manipolare immagini. Ha trasformato corpi, volti e vite private in prodotti commerciali. E ora che è lui stesso il prodotto, ora che vende la propria storia, quel meccanismo non si ferma. L'autenticità va diretta, la confessione va illuminata bene, il pentimento ha bisogno della giusta inquadratura. E della postura corretta, mi raccomando. Perché puoi ammettere qualsiasi cosa, puoi confessare i crimini peggiori, ma devi farlo stando dritto. Qualunque cosa tu stia dicendo. Anche se stai ammettendo di essere il diavolo. Devi risultare figo. 

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Gennaro Marco Duello (1983) è un giornalista professionista e scrittore. Laureato in Scienze della Comunicazione al Suor Orsola Benincasa di Napoli. Lavora a Fanpage.it dal 2011. È autore di "Un male purissimo" (Rogiosi, 2022) e "California Milk Bar - La voragine di Secondigliano" (Rogiosi, 2023). "Un desiderio di ieri" (2025) è il suo ultimo romanzo. 
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