Scontro a Dritto e Rovescio tra Lorenzo Ruzza e un giovane attivista: “Ignorante”, “Io studio e mi faccio il c*lo”
Insulti personali, inviti ad abbandonare la piazza e la solita accusa di non sapere nemmeno per cosa si stia scioperando. È il bilancio dell'ultima puntata di Dritto e Rovescio su Rete4, dove il dibattito sulle recenti proteste studentesche ha visto contrapposti i giovani attivisti dei Giovani Comunisti, l'imprenditore e influencer Lorenzo Ruzza ed esponenti politici, tra cui Marco Lisei di Fratelli d'Italia. Un confronto che, ancora una volta, ha finito per spostare il focus dai problemi sollevati dai ragazzi al tentativo di disinnescarne la loro credibilità in diretta tv.
Prima l'attacco di Ruzza, poi l'affondo del centrodestra con Lisei
La tensione è salita quando uno dei giovani attivisti ha preso la parola per rivendicare una posizione chiara sui temi della redistribuzione della ricchezza: "Anche i ricchi paghino, anche i ricchi piangano. Vogliamo che i grandi patrimoni di questo paese siano tassati". Una provocazione a cui Lorenzo Ruzza ha reagito virando sul piano personale e generazionale: "Tu hai 20 anni, devi pensare a farti una carriera, a trovarti un lavoro, non andare lì a manifestare con quelle bandiere. Devi pensare a costruirti una vita, ma questo non è il modo giusto". La replica dello studente è stata altrettanto decisa: "A noi di quello che fa lei non ce ne frega nulla. La casa però è un diritto. Io studio e mi faccio il cu*o, lei ha perso il contatto con la realtà". È a quel punto che l'imprenditore ha smesso anche solo di fingere un confronto nel merito, scadendo nell'insulto diretto: "Ma torna dalla mamma e dal papà, piccolo ignorantello sbruffone".
Smorzato a fatica il primo focolaio, il testimone dell'attacco ai ragazzi è passato alla sponda politica dello studio. Il senatore di Fratelli d'Italia Marco Lisei ha infatti preso la parola per spostare lo scontro su un binario ideologico: "Queste frange di estrema sinistra scendono in piazza contro il governo senza neanche sapere per cosa scioperano". Anche in questo caso la risposta è arrivata a muso duro:
Onorevole, lei parla della Francia, ma questo governo non tira fuori soluzioni da 4 anni, è un governo inutile. I manifestanti sono tornati a casa solo perché li avete minacciati. E Cruciani parla di queste proteste come se fossero pubblicità o promozione. Se noi scendiamo in piazza è perché non possiamo permetterci una casa, perché nonostante il lavoro non riusciamo ad arrivare a fine mese. Questi sono i problemi veri.
La delegittimazione come metodo: dal caso Brizzola in poi
L'episodio di Dritto e Rovescio non è isolato, ma si inserisce in uno schema preciso con cui vengono spesso – e in particolar modo da qualche settimana – raccontate le istanze dei più giovani. Quando un ventenne denuncia il caro-affitti, la precarietà lavorativa o l'impossibilità di costruire un futuro in questo Paese, la risposta mediatica e politica tende regolarmente alla delegittimazione. È lo stesso meccanismo di rigetto che si è visto di recente con il caso di Sabrina Brizzola e Bruno Vespa, attaccata dal conduttore mentre stava parlando delle crepe del sistema universitario. Anche in quel frangente, anziché interrogarsi sul merito delle denunce, l'attenzione si è concentrata sull'attacco alla persona, bollando un'analisi sociale a un mero capriccio.