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Nic Bello: “Fragile dopo la morte dei miei genitori, essere orfano era la mia paura più grande”

Il toccante monologo di Nic Bello nella puntata de Le Iene di martedì 21 marzo è deviato alla vita dopo la morte dei genitori: “Una vita di corsa per sfuggire alla paura di essere orfano”.
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A cura di Stefania Rocco
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Da grande diventerò un regista famoso”, comincia così il monologo di Nic Bello nella puntata de Le Iene di martedì 21 marzo. Un intervento toccante che racconta la sua vita dopo la scomparsa dei genitori, morti entrambi, a distanza di 4 anni l’uno dall’altro, quando l’inviato de Le Iene era ancora giovanissimo.

La vita a Los Angeles: “Volevo essere un regista, ho fallito”

Questo è quello che mi ripetevo. Cosi mi sono trasferito a Los Angeles, dove la mia storia sarebbe diventata un film di successo. Ma ho fallito”, prosegue nel suo racconto, “Una notte, nella mia casa a West Hollywood ho avuto un attacco di panico. Il cuore ha iniziato a battere fortissimo. Ho pensato di morire. Peggio, di morire da solo. E arrivata un'ambulanza, e i paramedici mi han detto: ‘Non ha niente, torni a casa, altrimenti le addebitiamo 600 dollari per la chiamata’. Sono rimasto in mutande nel mezzo alla strada. Non mi sono mai sentito così fragile”.

L’amore per la sorella: “Mi ha fatto da padre, da madre e da figlia”

Solo molti anni più tardi Nic avrebbe compreso quale sarebbe stata la chiave per sfuggire alla tristezza: “Per più di trent'anni non mi sono mai fermato, una corsa senza pace per fuggire dalla mia più grande paura: riconoscere di essere orfano. Il giorno in cui mio padre è morto, quattro anni dopo la morte di mia madre, è rimasto congelato dentro la mia pancia di adolescente. Ho scelto di non viverlo, per non soffrire. Ho tagliato tutte le emozioni, quelle brutte e quelle belle, ma la vita senza emozioni è come un film in bianco e nero. Ho una sorella che mi ha fatto da madre, da padre e ogni tanto anche da figlia, perché quando i tuoi non ci sono più devi spostare su chi resta la tua necessità di amare e di essere amato. Questo oggi l’ho capito, l’ho accettato. Resto un orfano ma sento di aver ritrovato i colori”.

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