Magalli punge Fedez a Non è la Tv: “Ho fatto gli scongiuri perché non vincesse, era convinto come Fiorello”

Giancarlo Magalli punge Fedez a Non è la TV. Ospite del format di Fanpage.it prodotto da Deepinto e condotto da Andrea Parrella con Gennaro Marco Duello e Grazia Sambruna, lo storico conduttore ha commentato l'esito di Sanremo 2026, soffermandosi in particolare sulla sconfitta del rapper, che era in gara con Marco Masini: "Vederlo andare via al quinto posto è stato particolare".
“Era convinto di vincere”, le parole su Fedez e Fiorello
Magalli ha ammesso candidamente di non aver fatto il tifo per il rapper milanese, rivelando un retroscena scaramantico: "Facevo le macumbe, avevo i corni, facevo gli scongiuri perché temevo che vincesse", ha dichiarato il conduttore. E ancora: "Vederlo andare via al quinto posto è stato particolare". Secondo lui, Fedez avrebbe peccato di eccessiva sicurezza, un atteggiamento che gli ha ricordato un celebre precedente: "Ho vissuto anni fa una cosa del genere con Fiorello. Quando partecipò come cantante era sicuro di vincere. Aveva otto bodyguard col codino come lui, era convinto di dover restare a ricantare per la proclamazione. Quando entrò uno della sicurezza a dirgli che doveva andare via, ci rimase malissimo".

L'affondo su La Pennicanza
Il giudizio di Magalli si è poi spostato sulla personalità di Fiorello e sulla sua strategia televisiva, citando il nuovo impegno del conduttore: "Se vuoi vivere tranquillo devi sempre dire quanto è bravo, altrimenti puoi decidere di affrontare la sua ira. Lui è molto permaloso, non accetta le critiche". Non è mancata un'analisi della sua strategia nei palinsesti: "È un grande esploratore: trova punti di scarso ascolto, si prende quella fascia e fa un risultato leggermente più alto. Tanto basta per far dire a tutti quanto è bravo, ma semplicemente sostituisce ciò che va male con qualcosa che va un po' meglio".
Magalli ha infine rivendicato il suo ruolo di pioniere nel mondo dell'intrattenimento, ricordando gli esordi: "Negli anni '80 ero il primo e unico animatore italiano. Quando Valtur aprì i suoi villaggi, creò una scuola per formare i professionisti e io ero lì". Un'esperienza che gli permette oggi di guardare con occhio critico i nuovi protagonisti dello spettacolo, senza timore di sfidare la "suscettibilità" dei big di oggi.