L’Eredità, Christian indovina tutto ma dimentica il film di Verdone davanti all’attore: “In viaggio con papà!”

Una serata che più romana non si poteva immaginare. Nella puntata speciale in prima serata de L'Eredità — la cosiddetta Sfida tra giganti — tra gli ospiti seduti sul divano del programma di Rai 1 ci sono Carlo Verdone e Francesco Totti. Due simboli della romanità, ciascuno a modo suo: uno ha costruito la sua carriera sui caratteri e le nevrosi della città eterna, l'altro l'ha vissuta in campo per vent'anni, diventandone il mito più discusso e amato.
La ghigliottina speciale e la gaffe sul film di Verdone
Il campione Christian gioca con autorità. Alla ghigliottina speciale, la parola da trovare è "Viaggio" — risposta esatta, individuata senza troppi tentennamenti. C'è però un dettaglio che trasforma il momento in qualcosa di più gustoso: tra le parole da collegare c'è "Papà", e Christian non riesce a costruire il ponte tra le due.
Un'omissione che non sfugge all'uomo seduto pochi metri più in là. Carlo Verdone interviene con quella voce inconfondibile: "Ma come? In viaggio con papà!" Il riferimento è al film del 1982, pietra angolare della commedia italiana, che Verdone girò insieme a Alberto Sordi. Christian aveva la risposta giusta davanti agli occhi — o meglio, davanti a uno dei suoi autori — e non l'ha vista.

"Non è medium, è XL": la battuta di Francesco Totti
Ma il momento più memorabile della serata arriva dopo, quando Christian inanella altre risposte corrette con una continuità che lascia senza parole. A un certo punto è Verdone a perdere la pazienza — nel senso migliore — e a sbottare: "Ma uno così bravo non deve partecipare!!! È un medium!". Francesco Totti aspetta il suo momento, come ha sempre fatto in campo. Poi scarica: "Non è medium, è XL."
Puntate come questa sono la riprova di quanto il format de L'Eredità sappia ancora giocare con la propria identità quando ha i materiali giusti. Verdone e Totti non sono ospiti qualunque: portano con sé storie, battute, una romanità stratificata che non ha bisogno di essere costruita davanti alle telecamere. Viene da sola, e quando incontra un campione come Christian — che dimentica proprio il film del regista seduto accanto a lui — il risultato è televisione che si ricorda.
