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Giuseppe Conte e la malattia scoperta all’improvviso: “Non ho pianto ma pregato”

Giuseppe Conte parla per la prima volta della malattia e dell’intervento chirurgico al Policlinico Gemelli a Storie al bivio di sera. L’ex premier racconta a Monica Setta anche il rapporto con la moglie Olivia Paladino.
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Giuseppe Conte ha rilasciato a Monica Setta per Storie al bivio di sera, in onda martedì in prima serata su Rai2. Per la prima volta il leader del Movimento 5 Stelle apre il capitolo più privato della sua vita: la malattia individuata quasi per caso, durante alcuni accertamenti, e poi risolto con un intervento al Policlinico Gemelli. Accanto alla malattia, l'ex presidente del Consiglio si racconta anche sul fronte degli affetti, della fede e della politica, in una conversazione che mescola il pubblico e il personale come raramente gli era capitato di fare.

La malattia durante un controllo: la lucidità e la preghiera

L'avvocato ricostruisce un passaggio rimasto finora fuori dai riflettori. "La malattia è stata un fulmine a ciel sereno. Ero entrato in ospedale per alcuni controlli e da un giorno all'altro sono stato operato. La prospettiva non era rosea, poteva diventare davvero tutto complicato. La paura c'era, ma sono rimasto lucido. Non ho pianto ma pregato, lo confesso. Mi hanno dato forza la mia profonda fede e la famiglia".

L'incontro con Olivia e il presagio sul governo

Dalla corsia d'ospedale al legame che ha cambiato la sua vita privata. L'ex premier descrive la nascita della relazione con Olivia Paladino e il ruolo che lei ha avuto nei passaggi decisivi della sua carriera. "Io e Olivia ci siamo conosciuti quando i nostri figli andavano alle elementari. Io venivo da una separazione e andavo cauto ma quell'incontro si era subito dimostrato importante. Tra noi una grande passione e la voglia di costruire un amore solido in modo cauto e sereno. Olivia è una donna prudente con un intuito eccezionale. Aveva capito per prima che sarei stato premier quando nel 2018 mi chiesero la disponibilità in un incontro con Salvini e Giorgetti. È stata lei a darmi forza anche stavolta nella malattia. Oggi i nostri figli fanno entrambi la maturità, sono legatissimi fra loro, siamo una famiglia".

Gli anni del Covid: "Mi è capitato di piangere"

Conte torna poi sul periodo che lo ha consegnato alla memoria collettiva, quello della pandemia. "È stato un periodo terribile, non mi sono mai ammalato ma avevo paura perché se mi fossi fermato sarebbe stato letale. Mi è capitato di piangere, sono un uomo umile con i piedi ben piantati per terra, né santo né eroe. Ma in quei giorni trattenere la commozione davanti alle vittime della pandemia per un uomo normale come me era impossibile".

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