Francesca Pascale: “Sorpresi Berlusconi con delle donne e le cacciai. Dimezzerei i miei anni per un giorno con lui”

Francesca Pascale torna a parlare di Silvio Berlusconi e lo fa senza rete, ospite di Monica Setta nella prima puntata di Storie al bivio di sera, andata in onda martedì alle 21.30 su Rai 2. Un racconto che attraversa dieci anni di vita accanto al Cavaliere e arriva fino al matrimonio con Paola Turci, che l'ex compagna del fondatore di Forza Italia rilegge oggi con una lucidità spiazzante: "Non sono mai stata propensa al matrimonio, le mie nozze hanno stupito anche me, sono state dettate più dal dolore per la morte di Silvio Berlusconi che dalla logica. Qui non si tratta di capire di chi è la colpa, nessuno ne ha. Ho vissuto in un vortice dopo la perdita di Silvio e la sofferenza ha dettato alcune scelte".
La gelosia per il Cavaliere: "Lo spiavo, controllavo lettere e telefoni"
Il cuore dell'intervista è il rapporto con Berlusconi, raccontato a partire dal suo lato più ingombrante: la gelosia. "Quante gliene ho fatte passare, lo spiavo, controllavo le lettere, i telefoni. Lui rideva, a tratti era lusingato dalla mia gelosia", ammette Pascale, che ricorda l'episodio rimasto più impresso: "Andai a trovarlo senza avvisarlo. Lui era a casa sua, legittimamente a casa sua, non eravamo neanche legati sentimentalmente, e lui era ovviamente circondato dalle solite belle donne, non faceva nulla di particolare, ma io mi ingelosii tantissimo. Le ho cacciate tutte. Il Presidente, diciamo che ritenne opportuno chiudere le danze. Lui mi tirò le orecchie: non si fa questo, non puoi venire improvvisamente. Cercava di avere ragione pur avendo torto".

C'è spazio anche per il ricordo del primo bacio, che Pascale colloca in una delle serate più drammatiche della storia berlusconiana, l'aggressione in Piazza Duomo a Milano: "Il primo bacio a Berlusconi glielo diedi io senza il suo consenso. Era la sera in cui fu colpito dalla statuetta in Piazza Duomo. Fu un misto di affetto, di tenerezza. Lui subì un attentato. Quello fu il primo bacio non autorizzato".
Nel racconto dell'ex compagna, Berlusconi emerge come un uomo dalle premure teatrali: "Io e il Presidente ci siamo amati in modo travolgente, lui era molto passionale e io dimezzerei gli anni che mi restano da vivere per passare anche solo un giorno con Silvio. Amo le moto e la mia prima Harley Davidson me la fece trovare sotto un albero di Natale. Mi disse: non ho mai voluto comprare la moto ai miei figli per paura, a te l'ho donata ma non ti do le chiavi. Mi ha regalato una volta 100 rose ma poi, siccome non amava i fiori recisi, la volta dopo mi comprò un roseto".
Sulle nozze con Marta Fascina: "Ho visto la foto e il Presidente aveva uno sguardo ironico"
Anche sulle nozze con Marta Fascina, celebrate simbolicamente nel 2022, Pascale sceglie un registro disteso: "La separazione da lui è stato un dolore forte. Quando l'ho visto unirsi in matrimonio così come è stato fatto, mi sono chiesta come mai. Me lo sono immaginato con quel sorriso e ho detto: il Presidente è un genio. Ha sempre cercato di far stare bene tutti. Concavo e convesso rispetto all'interlocutore. Ho visto la foto e il Presidente aveva uno sguardo ironico. Allora mi viene da sorridere, anche quella volta lui aveva fatto felice chi lo amava con un colpo di genio".
Marina Berlusconi e il no alla politica: "Mi hanno chiesto di candidarmi, dirò sempre no"
Capitolo famiglia: con la primogenita del Cavaliere il legame resiste. "Le voglio molto bene, faccio in modo di sentirla vicino quando posso. Mi piacerebbe che scendesse in campo ma so bene che il papà non voleva e sono già contenta che lei e Piersilvio si interessino al partito", dice Pascale a proposito di Marina Berlusconi e di Forza Italia.
Quanto a un suo possibile ingresso in politica, la risposta è netta: "Me lo ha chiesto il centrodestra e anche Matteo Renzi, che io trovo geniale con la scelta di Silvia Salis, ma ho detto e dirò sempre no. Preferisco battermi con le mie associazioni per i diritti civili. Non bastano i finanziamenti al Gay Pride, il tema va affrontato da tutti i partiti perché riguarda la libertà di ognuno".