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Arianna Mihajlovic a Domenica In: “Ho il privilegio di vivere, voglio farlo anche per Sinisa”

Arianna Rapaccioni ricorda Sinisa Mihajlovic a Domenica In: “Voglio vivere anche per lui”. A oltre due anni dalla morte, il dolore e la forza di andare avanti.
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Domenica In si ferma sulla storia di Arianna Rapaccioni Mihajlovic, vedova di Sinisa Mihajlovic. Il ritorno in televisione per ricordare il marito, scomparso il 16 dicembre 2022, a 53 anni, dopo aver combattuto contro la leucemia mieloide acuta: "Lui c'è sempre per noi, io ho il privilegio di vivere e voglio farlo anche per lui".

A oltre due anni dalla morte del calciatore e allenatore serbo, Arianna non ha ancora recuperato dal lutto ma ha trovato il modo per dimostrare la sua forza, anche per lo storico calciatore di Sampdoria, Lazio, Inter e Roma: "Piano piano mi sto riprendendo, voglio dimostrare con la mia forza che si può andare avanti, si deve andare avanti".

Il racconto

Il racconto dei lunghi ricoveri, iniziati nel 2019 quando a Mihajlovic fu diagnosticata la leucemia, ha restituito l'immagine di una donna che ha gestito il dolore come una doppia vita. Di giorno, la stanza d'ospedale: "Non l'ho mai lasciato da solo e non volevo farlo preoccupare. Quando entravo, andavo sempre con il sorriso". Di notte, a casa: "Lui mi guardava e cercava sempre di indagare se i medici mi avessero detto qualcosa, ma io volevo solo tranquillizzarlo. Poi tornavo a casa la sera, da sola, e piangevo".

Una partizione del tempo che dice molto sul tipo di amore che si costruisce in vent'anni vissuti insieme, tra cinque figli (Viktorija, Virginia, Miroslav, Dušan e Nicholas) e una storia cominciata con un colpo di fulmine dichiarato senza imbarazzo: "La prima volta che l'ho visto l'ho guardato dritto negli occhi e mi sono subito innamorata. Ho subito pensato che lo volevo come papà dei miei figli".

"Non ha perso nessuna battaglia"

Il punto più netto del racconto di Arianna riguarda la narrativa pubblica intorno alla malattia e alla morte del marito. Una presa di posizione che non ammette mezze misure: "Non voglio che si dica in giro che ha perso questa battaglia. Non mi piace, perché lui ha sempre dato un enorme messaggio di forza e coraggio."

Di Sinisa traccia un ritratto che va oltre la figura sportiva: "Era un uomo di altri tempi, onesto, buono. Non potevi non amarlo." E chiude con una promessa che suona anche come programma di vita: "Io non mollo mai, per lui, non posso farlo."

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