Affari Tuoi in onda nel giorno del lutto di Stefano De Martino: la Rai sceglie il sottopancia freddo e il pubblico si indigna

Affari Tuoi è andato regolarmente in onda ieri sera, poche ore dopo la notizia della morte di Enrico De Martino, padre del conduttore Stefano. La Rai ha scelto di trasmettere una puntata registrata il 14 gennaio, come tutte le puntate di Affari Tuoi, accompagnata da un sottopancia essenziale: "Puntata registrata il 14 gennaio". Nient'altro.
Di fatto, come se nulla fosse cambiato considerato che il programma è da sempre in onda registrato. Nessun messaggio di vicinanza, nessun riferimento al lutto che ha colpito il volto più in vista della tv pubblica. Solo quella scritta, fredda, che ricordava la registrazione della trasmissione.
L'asimmetria con il caso Delogu
La scelta ha immediatamente innescato confronti con quanto accaduto ad Andrea Delogu. Quando la conduttrice perse il fratello Evan Oscar in un tragico incidente stradale, la Rai decise di sospendere La porta magica per un'intera settimana. Certo, parliamo di situazioni diverse: una vita spezzata a vent'anni in un incidente contro la morte di un uomo di 61 anni. E parliamo anche di prodotti televisivi completamente differenti: un programma di seconda serata contro il pilastro del preserale Rai, quello che da settembre macina share superiori al 25% e tiene in piedi l'intera prima serata della rete. Ma l'asimmetria di trattamento non è passata inosservata.
Lo straniamento del pubblico
Il vero cortocircuito si è consumato davanti agli schermi. Milioni di italiani hanno guardato Stefano De Martino sorridere, ballare, scherzare con i concorrenti, sapendo che in quel momento stava vivendo il giorno più difficile della sua vita. Uno straniamento amplificato dall'assenza di qualsiasi messaggio che contestualizzasse quella visione, che creasse un ponte tra la finzione televisiva e la realtà del lutto.
"Puntata registrata il 14 gennaio" è un'informazione tecnica, non un gesto di vicinanza. E il pubblico l'ha percepito come tale. Le reazioni non si sono fatte attendere. I social si sono riempiti di messaggi di indignazione verso la scelta della Rai. .
Formalismo o freddezza?
La domanda che resta è se la Rai abbia scelto un formalismo rispettoso o se abbia semplicemente optato per la via più comoda, quella che non intacca il palinsesto e non mette a rischio gli ascolti. Un messaggio più corposo, un pensiero di vicinanza istituzionale nei confronti del suo talento più prezioso, avrebbe potuto attutire lo straniamento. Avrebbe creato uno spazio simbolico tra la registrazione e la messa in onda, tra il sorriso professionale di De Martino e il dolore privato che stava attraversando.
Invece, la Rai ha scelto il silenzio. O meglio, ha scelto di parlare solo attraverso quella scritta tecnica che certificava una distanza temporale ma non colmava quella emotiva. E il pubblico, quello stesso pubblico che ogni sera premia Affari Tuoi con numeri straordinari, ha registrato questa freddezza come una mancanza di rispetto. Non tanto verso il conduttore, quanto verso l'idea stessa che dietro lo spettacolo ci siano persone, vite, dolori che meritano qualcosa di più di un sottopancia burocratico.