Paolo Bonolis e il possibile ritorno in Rai: “Potrebbe succedere, ma non a Sanremo”
A due settimane dal rientro nel preserale di Canale 5 con Avanti un altro!, Paolo Bonolis lascia socchiusa la porta di viale Mazzini. Succede nella lunga conversazione uscita lunedì 17 agosto sul Foglio, a firma di Graziamaria Dragani: un ritratto che parte dalle letture, dall'agnosticismo e dal telefono da vietare ai ragazzini, e che nell'ultimo tratto approda dove il pubblico lo aspetta – la televisione, il Festival, il trash, il mercato tv che tiene insieme tutto.
Alla domanda su un eventuale riavvicinamento alla tv pubblica il conduttore non si tira indietro: "Si fa sentire spesso la Rai. Ma io adesso sto bene dove sto… poi potrebbe anche succedere di nuovo…".
"Ma mica passo da casa sua!": il doppio filo con viale Mazzini
Il pendolarismo tra Cologno Monzese e Saxa Rubra lo insegue da trent'anni, e lui lo ha sempre smontato con una battuta. A una signora che gli contestava la disinvoltura dei passaggi da Mediaset alla Rai e ritorno replicò: "Ma mica passo da casa sua!".
Nell'intervista riaffiora anche l'aneddoto su Giorgio Gori, all'epoca direttore delle tre reti Fininvest, che gli suggerì di provare col teatro perché in quel momento non aveva "nulla che facesse al caso mio". Trovato l'ingaggio in Rai, "ancora ragazzetto", ai tempi de I cervelloni, Bonolis gli spedì una cartolina con quattro parole: "Teatro trovato: Delle Vittorie. Roma". Il commento, a distanza di decenni,: "Mi piace scherzare".
Sul piano industriale lo spiraglio non nasce oggi. Da mesi si ragiona su un accordo con Mediaset di durata breve e con deroghe per collaborazioni esterne, sui rapporti tra il conduttore e l'amministratore delegato Rai Giampaolo Rossi, su un possibile ritorno del Senso della vita in versione aggiornata. Voci che si rincorrono ma che Fanpage.it, presente alla presentazione dei palinsesti, ha smontato ascoltando la viva voce di Pier Silvio Berlusconi che ha infatti rivendicato per Bonolis un progetto costruito proprio sulla scia di quel format, mentre il listino Mediaset 2026-2027 conferma Taratata e il presidio quotidiano del preserale a partire dal 31 agosto. Tradotto: la porta è socchiusa, non aperta.
Sanremo 2027, il passo indietro: "Ho 65 anni, largo ai giovani"
Sul Festival, invece, chiude. "No, basta… Adesso lo fa Stefano (De Martino) che è molto bravo e verrà bene. Ho 65 anni, largo ai giovani io ho le cosette mie", dice pensando all'Ariston, che dal 16 al 20 febbraio 2027 avrà il conduttore di Affari tuoi nel doppio ruolo di padrone di casa e direttore artistico, affiancato da Fabrizio Ferraguzzo.
Quando gli viene chiesto perché parli di "cosette", la risposta resta sospesa: "Beh perché rispetto a Sanremo…". Il resto lo spiega il suo rapporto con la musica di oggi: il Festival lo segue molto meno di un tempo e in quella contemporanea si riconosce poco. Un no che vale come endorsement, e che arriva nel momento in cui il Festival cambia pelle sotto la gestione di un conduttore di ventotto anni più giovane.
La tv del futuro: "Siamo tutti su uno scaffale, tutti in vendita"
Sul destino del mezzo Bonolis non recita ottimismo. Le idee, nella televisione del consumo, hanno un prezzo di listino: "L'idea stessa è commerciale, siamo tutti su uno scaffale, tutti in vendita. Forse la tv del futuro, sempre più frammentata cercherà di raccontare ciò che è fuori per chi ha paura di uscire".
Un servizio a domicilio del mondo, per chi ha smesso di attraversarlo. Quando l'intervistatrice gli propone di ribattezzare Il senso della vita in "Il nonsense della vita", la replica chiarisce quanto poco creda alla missione pedagogica dello schermo: se provi a smontare l'illusione diventi "un nemico del mercato", perché "viviamo tutti attaccati al palloncino dell'illusione. L'importante è esserne consapevoli".