Paola Ferrari attacca Diletta Leotta: “Esempio femminile che punta solo sull’attrazione fisica”

I Mondiali 2026 sono entrati nella fase delle semifinali e, oltre alle sfide sul terreno di gioco, l'attenzione mediatica si sposta anche sul racconto televisivo della competizione. A guidare i pre e post partita su Rai 1 c’è Paola Ferrari, volto storico della testata sportiva pubblica, che in questi giorni condivide lo studio con Simona Rolandi, Paulo Roberto Falcao e Marco Tardelli. Parallelamente, sulle frequenze di DAZN, è Diletta Leotta a condurre il racconto calcistico per gli abbonati dello streaming. Una contrapposizione di stili e di generazioni che, inevitabilmente, si riflette anche nelle dichiarazioni pubbliche delle dirette interessate.
In un'intervista concessa al settimanale Chi, Paola Ferrari ha annunciato che questa sarà la sua ultima rassegna iridata per la Rai prima della pensione, ma non ha risparmiato critiche nei confronti di un determinato modello di giornalismo e conduzione al femminile.
L'affondo sul modello femminile nel calcio
Rispondendo a una domanda sul rapporto con la bellezza e sulle sue storiche riserve nei confronti di colleghe come Diletta Leotta o di figure dello spettacolo come Elodie, Ferrari ha voluto chiarire i motivi della sua rigidità: "Mi pongo in modo critico verso un certo tipo di donna, relativamente al mondo del calcio. Perché noi che, con la professionalità e il sacrificio, siamo riuscite ad abbattere certi pregiudizi, non possiamo stare zitte se poi viene sponsorizzato continuamente un esempio femminile che valorizza o punta esclusivamente sull’attrazione fisica suscitata negli omen come motivo di interesse". Secondo la conduttrice, giustificare determinate scelte estetiche e comunicative dietro lo schermo dell'emancipazione sarebbe un errore concettuale: "È inutile nascondersi dietro a un dito e dire che noi donne siamo libere, questa è una scusa banale. La libertà e la parità sono tutt’altra cosa. Ho combattuto per valori seri, non per queste stupidaggini".
Infine, la conferma del prossimo disimpegno dalla televisione di Stato, dopo decenni passati alla guida di trasmissioni cult come 90° Minuto e Il Martedì Sportivo: "Sarà il mio ultimo Mondiale con la Rai perché, fra uno o due anni, vado in pensione e, magari, il prossimo lo seguirò per un podcast".
I precedenti tra Paola Ferrari e Diletta Leotta
Non si tratta della prima volta che Ferrari lancia attacchi neanche troppo velati nei confronti della collega di DAZN. Negli anni, la giornalista ha espresso a più riprese delle perplessità sulla centralità di Leotta nell'universo calcistico televisivo. Già nel 2019, infatti, aveva dichiarato pubblicamente che non potesse essere considerata un modello per le giovani che aspiravano a diventare giornaliste iscritte all'albo, criticando il ricorso alla chirurgia estetica in giovane età e una sovraesposizione basata sulle forme fisiche piuttosto che sulla pura cronaca sportiva. Dal canto suo, Leotta ha quasi sempre preferito la via del silenzio o delle risposte soft, liquidando le critiche come dinamiche di "invidia tra donne" o "gap generazionale". Un argomento, quest'ultimo, su cui Ferrari è tornata anche su Chi, dichiarandosi fiera dei propri sessant'anni e stigmatizzando i commenti degli hater e i fenomeni di body shaming che colpiscono le donne mature sul web.