Nanni Moretti torna alla Mostra del Cinema di Venezia. È una notizia. Dopo 37 anni, da quando presentò il suo Palombella Rossa, il regista nato a Brunico, ma ormai profondamente romano, torna al Lido, in concorso, non per raccontare "sempre lo stesso film, ma più bello", bensì una storia nuova, di incontri reiterati nel tempo, di amori, passioni non sempre consumate, condensata nel titolo di Succederà questa notte.
Un'emozione visibile quella del regista che alla conferenza stampa di presentazione del film, accanto a Jasmine Trinca e Louis Garrell protagonisti della pellicola, quasi si commuove sopraffatto dallo scrosciare degli applausi in sala. Il cinema di Nanni Moretti è un cinema a tratti "filosofico", di riflessione, di lentezza, squisitamente sarcastico. È un cinema di ruminazioni mentali, talvolta necessarie, che hanno raccontato l'umanità nelle sue più disparate sfaccettature. È un cinema politico, che sa come parlare e a chi, soprattutto quale messaggio vuole veicolare. Non è un caso che Moretti sia uno dei registi più acclamati del grande schermo italiano, come non è un caso che sia nato un termine per definire un certo modo si guardare il mondo, di leggerlo, di viverlo. Morettiano è il neologismo e descrive chi, come Moretti stesso, o i protagonisti dei suoi film, che d'altra parte sono fortemente autobiografici, indossa delle lenti che definiscono la realtà senza disincanto, con un nostalgico cinismo e quel piglio critico che mette in evidenza ciò che stona all'interno di una società che, il più delle volte, non comprende sé stessa (e anche chi la governa).
Quella che porta oggi sullo schermo è "una storia d'amore potente", come è lui stesso a definirla, diversa dal modo in cui ha raccontato il sentimento amoroso nei suoi film passati, in cui anche l'amore doveva essere una scelta (teoria, comunque, del tutto condivisibile). In Bianca, ad esempio, ricercava una felicità assoluta che lo tormentava al punto da troncare e alimentare, continuamente, la sua storia d'amore. In Ecce Bombo, si raccontano gli approcci, più che gli amori di Michele e le sue peregrinazioni mentali. Nel suo penultimo film, Il Sol dell'avvenire, di amore si parla, in varie declinazioni, con stupore e anche con un filo di rabbia, soprattutto in quell'iconica scena in cui Moretti doppia una coppia di ragazzi intenti a litigare, mentre lui è in macchina nel traffico. Succederà questa notte è, infatti, il 15esimo film del regista, che ispirato dalla raccolta Legami di Eshkol Nevo, ne ha tratto un titolo in cui il sentimento, seppur presente, sembra non palesarsi mai nel momento giusto, lasciando che la vita accada, senza interferire, senza cambiare il corso delle cose. Anche quando si arriva al culmine del racconto e dell'amore, non è mai in maniera definitiva.
Nei film di Moretti l'amore c'è sempre stato, anche quando la connotazione era tutt'altra, un richiamo forte, sentito, al sentimento. Nel modo stesso in cui per anni ha parlato di politica, c'era qualcosa di animoso e di sentimentale nel suo tono di raccontarlo. Il regista continua a portare la sua lettura del mondo anche nell'intimità, e stavolta, a quanto pare, si è concesso l'opportunità di emozionare (ed emozionarsi) un po' in più, lasciando che il raziocinio a riposo.