Sigfrido Ranucci fa ricorso per tornare a Report: “C’è la possibilità di un reintegro”
Scaduti i sette giorni concessi dai legali di Sigfrido Ranucci alla Rai per ottenere chiarimenti sulle ragioni della sua estromissione dalla conduzione di Report, il giornalista ha avviato l'iter per chiedere il reintegro cautelare d'urgenza prima dell'avvio della nuova stagione, fissata per l'8 novembre. In un'intervista al Corriere, l'ormai ex conduttore ha confermato la mossa legale già anticipata giorni fa da Fanpage.it, senza risparmiare l'ironia per i recenti sviluppi legati al programma: "Ancora non ho rifiutato le proposte che mi ha fatto la Rai, ho trenta giorni. C’è anche la possibilità di un reintegro, quindi faremo una conduzione a quattro, a cinque o a sei…". Un riferimento diretto alla nuova squadra targata Paolo Corsini, che vede alla co-conduzione Daniele Piervincenzi e Claudia Di Pasquale dopo la rinuncia di Giulia Presutti.
La posizione dei legali di Sigfrido: "Nessuna motivazione fattuale"
La linea della difesa di Ranucci punta a smontare la fondatezza del provvedimento della Rai. L'avvocato Roberto De Vita ha contestato a Viale Mazzini di non aver fornito motivazioni concrete: "Dopo aver dichiarato formalmente l’esistenza di "continue pressioni, opacità, commistione, interferenze, obiettiva incompatibilità", l'azienda ha comunicato che non intende esplicitare le ragioni di fatto e le circostanze alla base di quel che ha scritto. Qualora vi fossero stati fatti concreti, non avrebbe avuto difficoltà a rappresentarli. Si tratta, a tutta evidenza, della insussistenza di motivazioni fattuali ovvero di ragioni esplicitabili. Grave che lo faccia un datore di lavoro, ancor più grave che lo faccia un’azienda pubblica". Proprio per questo, la difesa del giornalista ha deciso di ricorrere ex articolo 700 c.p.c., richiedendo un provvedimento d'urgenza al Giudice del Lavoro per annullare la rimozione e reintegrare Ranucci alla guida del programma.
I tempi del Giudice del Lavoro e l'impatto sull'avvio di stagione
Dal punto di vista procedurale, la scelta del ricorso d'urgenza rappresenta l'unica strada percorribile per incidere sui palinsesti imminenti. Salvo casi eccezionali, il procedimento d'urgenza prevede la fissazione di un'udienza entro 15-20 giorni dal deposito degli atti. Il giudice sarà chiamato a valutare la sussistenza sia del fumus boni iuris (la parvenza di fondatezza del diritto azionato) sia del periculum in mora (il danno grave e irreparabile derivante dal tempo necessario per instaurare una causa ordinaria). Se il giudice dovesse accogliere l'istanza cautelare, la pronuncia potrebbe giungere prima dell'8 novembre, costringendo la Rai a reinserire Ranucci nel format prima della prima puntata. Qualora invece l'urgenza venisse rigettata, il contenzioso si sposterebbe sui binari del giudizio ordinario, allungando i tempi della decisione di oltre un anno.
Quest'ultimo tassello trasforma dunque la già complessa riorganizzazione di Report in un vero e proprio caso giudiziario. L'azienda si trova ora stretta tra la necessità di proseguire la tabella di marcia con Piervincenzi e Di Pasquale e il rischio concreto che una pronuncia cautelare scompagini l'assetto della trasmissione a ridosso della prima serata. Il prossimo appuntamento decisivo è fissato per il 17 settembre, data in cui il Consiglio di Amministrazione della Rai tornerà a riunirsi con il dossier sul programma di Rai3 al centro dell'ordine del giorno.