Cosa aspettarci dalla 83esima Mostra del Cinema di Venezia: i film, gli ospiti e il programma del Festival
Mercoledì 2 settembre ha inizio l'83esima Mostra del Cinema di Venezia, un evento atteso per gli appassionati della settima arte, ma anche per chi è affascinato dal mondo un po' patinato in cui si muovono attori, registi e altre figure che contribuiscono alla realizzazione di quei titoli che abbiamo amato e di quelli che ameremo. A presentare la cerimonia di apertura, che si terrà mercoledì dalle 19 saranno Greta Scarano e Nicolas Maupas, una scelta diversa dal solito, non solo perché ci saranno due conduttori, ma anche perché a parlare del nostro cinema saranno due diverse generazioni che, con il loro talento, stanno contribuendo a scrivere una nuova pagina dell'audiovisivo in Italia. Non mancheranno vip pronti a calcare il red carpet del Lido, a partire dalla giuria presieduta da Maggie Gyllenhaal, ma tanti altri tra star nazionali e internazionali sono attese nei prossimi giorni, come George Clooney a cui andrà il Leone d'oro alla Carriera, ma anche Penelope Cruz, Javier Bardem e Orlando Bloom.
I film internazionali in Concorso a Venezia 83
Film che aprirà la Mostra è Ink di Danny Boyle, che è anche tra i ventuno titoli selezionati in Concorso e che concorreranno per l'ambito Leone d'Oro. È senza dubbio tra le proposte più interessanti perché indaga il mondo del giornalismo parlando dell'idea di un gruppo di visionari che hanno cambiato il modo di fare informazione. Si passa a Company diretto da Casey Affleck, terzo film dell'attore e regista che lo ritiene il compimento di una trilogia che lui stesso non pensava di aver elaborato e realizzato, c'è poi Bucking Fastard di Werner Herzog un film che non lascerà pubblico e giuria indifferenti, in cui due sorelle vivono in maniera simbiotica, a tratti ossessiva, ma di cui conosciamo ogni movimento solo attraverso gli occhi della stampa e di chi gli si avvicina.
A seguire c'è il film Naza di Yuval Abraham e Rachel Szor, un film di denuncia contro il genocidio dei civili palestinesi da parte di Israele a Gaza. In concorso c'è anche il film francese Un bon petit soldat di Stéphane Brizé, che ha come protagonista l'attrice italiana Alba Rohrwacher, che tratta un tema quanto mai attuale come quello delle dinamiche, il più delle volte malsane, che si generano sui posti di lavoro. Il film danese Kvinde Ukendt (Woman Unknown) di May el-Toukhy, traghetta lo spettatore nel secondo dopoguerra raccontando la storia di Marie e del segreto che custodisce. E ancora il francese 15/18 (A Place to Heal) di Cédric Kahn un film che affronta una tematica delicata e importante come quella della salute mentale degli adolescenti, svelandone paure, ossessioni, ma anche un barlume di speranza. Firmato da Russia, Grecia e Inghilterra Dau di Ilya Khrzhanovsky, è ispirato alla storia dei quattro fisici che contribuirono a creare la bomba atomica sovietica, indagando l'annoso conflitto che c'è tra etica e ambizione.
Non mancano titoli asiatici come il giapponese Look Back di Hirokazu Koreeda in cui due giovanissime ragazze inseguono il loro sogno di diventare autrici di manga, a seguire anche il coreano Ga-neung-han sa-rang (Possible Love) di Lee Chang-dong regista che ha già vinto il Leone d'argento a Venezia nel 2002, porta quest'anno un'opera metacinematografica, dove la realizzazione di un film servirà a due coppie per comprendere divergenze e segreti inconfessabili. Wild Horse Nine di Martin McDonagh con protagonista John Malkovich, qui agente della CIA e ambientato durante il colpo di Stato in Cile del 1973, ancora Primetime di Lance Oppenheim, con Robert Pattinson protagonista che racconta una vicenda realmente accaduta attorno alla figura di Chris Hansen, conduttore del programma To Catch a Predator, capace di riscrivere la storia della televisione inglese.
Torniamo in Francia con Un peu avant minuit di Nicolas Pariser in cui compare Chiara Mastroianni, un film introspettivo e profondo in cui un uomo si interroga sul senso della sua esistenza, soffermandosi anche sul rapporto con le donne. La storia di un uomo che per sfuggire alla discriminazione e alla miseria si arruola nei Marines, per poi essere mandato al fronte in Vietnam, dove lo aspetta è una realtà terrificante è quello che racconta Nelson san, anata wa hito wo koroshimashitaka? (Mr. Nelson, Did You Kill People?) di Shinya Tsukamoto. Grande ritorno al Lido per il regista iraniano Ali Asgari con il suo Kami nour (A bit of light), un film potente e delicato sull'importanza dei legami, della famiglia, nei momenti di più intensa difficoltà e disillusione. Si conclude il parterre internazionale con Bunker di Florian Zeller con Javier Barbem e Penelope Cruz, che tornano a recitare l'uno accanto all'altra. Il film affronta le sfide morali di una coppia chiamata a ridefinire il proprio legame, ascoltando paure, dubbi e questioni etiche del nostro tempo.
I cinque film italiani in Concorso
Quest'anno l'Italia arriva al Lido con ben cinque film in Concorso. Un buon numero per il nostro cinema che, in altri contesti non è stato preso in considerazione, se pensiamo al Festival di Cannes, ad esempio, dove a maggio scorso non è comparso nemmeno un titolo italiano, sintomo del fatto che il nostro cinema necessita di un guizzo che lo riporti alla ribalta. Si inizia con Ritorno a Buenos Aires di Marco Bechis con Adriano Giannini, in cui si racconta il ritorno in Argentina di un uomo reso schiavo durante la dittatura militare e chiamato a processo a distanza di 23 anni dalle torture subite. A Venezia torna anche Edoardo De Angelis con Il fuoco che ti porti dentro con Vanessa Scalera e Lino Musella, in cui l'incontro tra una madre e un figlio durante la Vigilia di Natale diventa teatro di scontri, feroci e comici al tempo stesso, che lascia spazio a incomprensioni e dolori latenti. Attesissimo il nuovo film di Nanni Moretti, ovvero Succederà questa notte con protagonisti Jasmine Trinca e Louis Garrel, ispirato dai racconti di Eshkol Nevo il regista si sofferma sulla modalità con cui lo scrittore indaga le relazioni e la molteplicità, nonché profondità dei sentimenti, che è sempre più necessario imparare a nominare. La carrellata di titoli si conclude con The Echo Chamber di Andrea Pallaoro che riporta al Lido anche Luca Marinelli e racconta una storia d’amore dove i confini tra presenza e assenza, cura e dipendenza, desiderio e controllo si intrecciano in maniera indissolubile. Infine L’estranea di Paolo Strippoli, dove l'impatto con la verità rischia di minare, in maniera significativa, la stabilità di una famiglia.
I film più attesi della sezione Fuori Concorso
Da non sottovalutare, poi, è la sezione Fuori Concorso. È chiaro che avere un titolo che figura tra quelli che possono ambire al Leone d'oro conferisce a quel film un immediato prestigio, ma ciò non implica che le altre sezioni del Festival non possano avere la stessa risonanza. Tante, infatti, sono le pellicole che hanno avuto successo, pur non trovandosi nella categoria principale della kermesse. Il Fuori Concorso, spesso, si dimostra una vetrina altrettanto valida per quei film che, magari, hanno ricevuto una valutazione differente da chi ha avuto il compito di selezionarli. Quest'anno, figurano anche diversi film italiani come Nessun dolore di Gianni Amelio, Scherzetto di Mario Martone e Dio Ride di Giovanni Veronesi che è anche il film di chiusura del Festival, con Pierfrancesco Favino, Silvio Orlando, Alma Noce e Francesco Gheghi. Per i titoli internazionali, invece, ci sono Father Joe di Barthélémy Grossmann, Place to Be di Kornél Mundruczó e The Basics of Philosophy di Paul Schrader. Curiosità anche per What Love Builds, documentario diretto e interpretato da Russell Crowe, e per Musk di Alex Gibney, dedicato a Elon Musk, che rientrano nella sezione Non Fiction come anche From Inside Out – The Architecture of Peter Zumthor di Wim Wenders. Attesa anche per il docu Oasis: Don't look back in anger, dedicato al duo musicale più famoso della musica.
Chi ci sarà quest'anno sul red carpet di Venezia
Sono anni, ormai, che si affronta il tema della presenza di grandi nomi, tra attori e registi, al Festival del Cinema di Venezia. Sebbene sia ancora la rassegna cinematografica più importante del nostro Paese e tra le più note su scala internazionale, è chiaro che da qualche anno a questa parte ci sia stata una carenza di personaggi che non sono affatto marginali nel rendere appetibile una manifestazione che, di fatto, del glamour e anche dello scintillio di certi protagonisti ha da sempre fatto uno dei suoi più grandi punti di forza. Quindi si attende l'arrivo di George Clooney che quest'anno riceverà il Leone d'Oro alla carriera, ma anche di Robert Pattinson reduce dal successo de L'Odissea e anche di The Drama con Zendaya. Al suo fianco, accanto a lui nel film, anche Susan Sarandon. Ci sarà il ritorno anche di un grande nome come Orlando Bloom, da anni ormai assente da Venezia e con lui anche Rooney Mara co-protagonista del film di Herzog, ma anche di Penelope Cruz e Javier Bardem, splendida coppia davanti e dietro la macchina da presa. Ci sarà anche Alicia Vikander che recita accanto a Luca Marinelli. E a proposito di vip nostrani, ci saranno anche Jasmine Trinca, Vanessa Scalera e Lino Musella. Tra i film Fuori Concorso, invece, emergono i nomi di Alessandro Borghi, Valeria Golino e Valerio Mastandrea in Nessun Dolore di Gianni Amelio, ma anche Toni Servillo e Serena Rossi in Scherzetto di Mario Martone. Immancabile anche Pierfrancesco Favino che troviamo nel film che chiuderà la kermesse, in cui interpreta il frate Leopoldo da Casamacchia, che predica un'idea gioiosa della religione, con un Dio capace anche di ridere. Insomma, un parterre piuttosto ricco che, però, risente dell'assenza dei cosiddetti blockbuster americani, quei colossal dal cast stellare che, inevitabilmente, si sarebbe riversato in Laguna, con tanto di divi allenati a sorridere agli obiettivi dei fotografi e alle urla dei fan in visibilio.