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Matt Damon: “Soffrivo di claustrofobia, ho dovuto vincerla per fare l’Odissea”

Matt Damon si racconta nei giorni del lancio della sua Odissea: la nuova fase della vita da padre di quattro figlie, il corpo scolpito per interpretare Ulisse nel film di Nolan e il superamento della claustrofobia per completare il film.
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A 55 anni, Matt Damon si prepara a tornare nelle sale con Odissea, il colossal diretto da Christopher Nolan tratto dal poema omerico sul ritorno a casa di un eroe di guerra. È il terzo film che l'attore gira con il regista, dopo Interstellar nel 2014 e Oppenheimer nel 2023. In una cover story per il magazine People, Damon ha parlato del set, della famiglia e di quella che definisce una fase nuova della sua esistenza.

Il corpo scolpito per interpretare Odisseo

Le riprese di Odissea hanno portato la troupe tra Islanda, Marocco, Italia, Scozia e Grecia, con le macchine da presa IMAX al seguito. "Sembrava più una spedizione che un film", ha raccontato l'attore, che per vestire i panni del re guerriero in lotta con gli dèi si è ridotto a 167 libbre, circa 76 chili, di muscoli scolpiti.

Per dare corpo ai mostri dell'Odissea, dal Ciclope alle Sirene, Damon è stato investito da pioggia artificiale generata da "due motori a reazione, tipo motori da 737, che ci sparavano addosso acqua", ed è finito rinchiuso dentro un enorme Cavallo di Troia. Un'esperienza che lo ha aiutato a fare i conti con una paura specifica: "Ho lavorato su molte fobie con questo film, decisamente. La claustrofobia era una di quelle, ma spero di averla superata".

Quattro figlie e gli anni che restano da vivere

Damon vive a Brooklyn con la moglie Luciana, 50 anni, e le quattro figlie Alexia, 27, Isabella, 20, Gia, 17, e Stella, 15, che durante le riprese sono andate a trovarlo sul set. È proprio guardando alla propria famiglia che l'attore descrive questo periodo come una "nuova fase della vita", con l'orizzonte del nido vuoto che si avvicina: "Con due figlie più grandi già fuori casa, e sapendo quanto in fretta passano questi ultimi anni, cerchiamo di essere consapevoli e tenerci stretto quello che possiamo".

Il parallelo con Ulisse, in lotta contro un destino già scritto, torna anche quando l'attore parla del proprio equilibrio attuale: "Cerco di pensare a quello che posso controllare e a quello che non posso", spiega Damon. "Invece di prendermela con gli dèi per le cose che non posso controllare, essere meticoloso e intenzionale su ciò che posso fare, e accettare ciò che non posso". Un atteggiamento che, dice, gli ha portato una nuova serenità: "Penso che all'inizio, come attore, devi sentirti un po' così, perché le probabilità sono così basse. Ti serve quella mentalità da sfida agli dèi per entrare in questo mondo, perché è un po' una vita da circo, non è un percorso normale. Ma a questo punto della mia vita mi sento molto più in pace".

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